Londra in 48 ore. Improbabile ma non impossibile!

Avete un week end breve, brevissimo, brevissimissimo da dedicare a una prima scoperta di Londra ma non avete idea di come suddividere le cose da visitare in città? Non ci tornate da anni e decidete di farci una capatina al volo per rispolverare l’itinerario più turistico e classico ma non sapete quale sia?

Ci penso io!

Ho recentemente collaudato una toccata e fuga nella capitale inglese e il giro che abbiamo fatto è stato divertente e piuttosto completo come prima infarinatura o rapido ripasso.

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Ecco come è nato.

Mettete una sabato sera tra amici e colleghi in cui, per l’ennesima volta, si è discusso della paura di volare di una dei commensali che da venti anni circa non saliva più a bordo di un velivolo; aggiungete due maniache della prenotazione di vacanze e viaggi che non aspettavano altro che la scusa per organizzare qualcosa e partire; immaginate Londra, città perfetta perché vicina, con un’alta frequenza di voli giornalieri e di grande impatto anche a prima vista, senza la necessità di fare grandi approfondimenti per rimanerne affascinati… ed ecco che all’orizzonte è spuntato fuori il nostro mini-viaggio. Il lunedì successivo alla cena avevamo già organizzato tutto ed eravamo pronte ed entusiaste per l’imminente partenza.

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Partiamo qualche settimana dopo, di venerdì pomeriggio direttamente dall’ufficio in direzione Orio Al Serio, tra attacchi di panico, “aiutini” farmacologici a supporto e chiacchiere leggere e sciocche per distrarre e rilassare l’atmosfera.

Il volo è stato un vero successo e Londra è sempre più vicina, tanto quanto la distanza tra Stansted e la stazione di Liverpool Street da coprire con il sempre utilissimo Stansted Express!

Ma in poco meno di 48 ore, cosa puoi mostrare di una città così immensa, poliedrica e cool a due persone che non l’hanno mai vista? Come organizzi un week end lampo in un posto che senti di conoscere piuttosto bene e in cui ogni volta che vai lasci un pezzetto di cuore, di cui trovi entusiasmante ogni angolino e scopri sempre cose nuove? Ero sicura che la città, la mia preferita tra tutte, sarebbe piaciuta, ma mi sentivo molto responsabile della qualità del tempo da trascorrere lì. Che ansia!!!

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Ora, di cose da fare e vedere a Londra, che in assoluto è la città che ho visitato il più alto numero di volte in vita mia (questa era la nona volta) ce ne sono a bizzeffe, ma portarci due persone con gusti completamente differenti tra loro e con approcci altrettanto diversi mi metteva grande agitazione.

Sono partita dalle basi e da quelle cose che ho visto e rivisto più volte perché “essenziali”; ho scartato a priori le cose nuove perché Fede non era con me e la “scoperta” di una novità mi piace che sia fatta insieme a lui; ho circoscritto la visita di musei e gallerie d’arte ai due principali -sì, ok… i miei preferiti, e quindi?!? E’ stato solo un caso!!! – e solo a sezioni piccolissime e molto mirate di essi;  ho delimitato mentalmente il percorso da fare al centro e al lungo Tamigi; ho incluso la visita a un grande magazzino blasonato e famosissimo, anche se sopravvalutato a parere mio, perché faceva “folclore”.

Quindi, alla fine ecco cosa abbiamo fatto:

VENERDÌ’ POMERIGGIO:

  • British Museum – in meno di un’ora abbiamo visto alla velocità della luce le 8 opere/sale principali e fatto pure merenda nella meravigliosa Great Court;

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  • passeggiata per Bloomsbury (che è il quartiere dove cerco sempre di soggiornare) con capatina a piedi fino a Neal’s Court in Covent Garden;

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  • cena in zona Russel Square;
  • corsa sotto la pioggia (questa non posso garantire che la ritroviate, ma potreste visto che siamo in UK ed è un attimo che inizia a diluviare) fino a essere fradicie e pure sudate.

SABATO (sembravamo le tipe di quella pubblicità ambientata a Roma dove il tassista/guida le sballottava in ogni angolo della città a velocità supersonica gridando i nomi dei luoghi visitati…….. è stato molto divertente!):

  • Piccadilly Circus;

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  • Trafalgar Square con capatina alla National Gallery per visitare la sala dedicata a Leonardo e quelle riservate alle opere degli impressionisti;

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  • Saint Paul (dove abbiamo pure assistito a un matrimonio di sciuri);

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  • passeggiata lungo il Tamigi;

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  • Tower Bridge;

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  • pranzo al St. Katherine’s Dock (la mia zona preferita della città, imperdibile ad ogni capatina nella capitale inglese);

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  • Covent Garden (con acquisti di souvenir vari);

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  • Soho;
  • cena in un pub;
  • altro giro per Soho;

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  • ritorno a Bloomsbury.

Il tutto, a piedi (immaginate la stanchezza e il rassodamento dei glutei) e data la completa disorganizzazione delle mie compagne di viaggio (voi due, se mi state leggendo, sappiate che disapprovo totalmente! Massimo biasimo per entrambe!), siamo state ferme circa quaranta minuti allo Starbucks fronte Tower Bridge per ricaricare gli smartphone. Beh, almeno la visita e le “sciocche” chiacchiere hanno ricompensato la sosta forzata. 

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DOMENICA:

  • Westminster;

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  • Buckingham Palace;
  • St. James Park;

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  • Harrods
  • ritorno al nostro hotel per recuperare le nostre cose e il tassista prenotato da casa per l’aeroporto e muoverci per il ritorno a casa.

Il giro è stato un successone e io sono stata strafelice di ritornare in alcuni luoghi che ormai “snobbavo” di default. Londra è talmente bella che anche rivedendo gli stessi posti una marea di volte, ti colpiscono comunque.

Ora, qualche info pratica che può essere utile ai neofiti del posto o a chi non ci torna da tempo:

  1. l’albergo, meraviglioso!, in cui abbiamo soggiornato è l’Harlingford Hotel, prenotato con Booking per € 430 in tre con colazione. Come già scritto, io dormo rigorosamente in Bloomsbury e di strutture ne ho cambiate diverse. Per mio gusto personale, un hotel a Londra DEVE essere inserito in una palazzina in stile georgiano. Non esiste altro. Qualcosa di diverso da questo stile non lo prendo proprio in considerazione. Questo aveva una posizione stupenda, una camera comoda, pulitissima, con il parquet e silenziosa, un bagno piccolo ma meno dello standard della città e una colazione davvero super compresa nel prezzo. Plus dell’hotel, per me che sono una gattara, era la presenza di una deliziosa micina tricolore che vive nelle zone comuni della struttura e che ci ha fatto compagnia nelle attese nella hall;_DSF7893-33
  2. la Oyster Card è un must per l’uso per i mezzi di trasporto. Ovviamente non è l’unica soluzione ma, insieme alla funzione contactless della carta di credito personale, è quella più economica per girare la città. La carta ha un piccolo costo di acquisto e poi è ricaricabile. Non temete, i soldi caricati non scadono neanche dopo anni… potrete riutilizzarli al prossimo giro in città o prestare la tessera ad amici e parenti che ne avessero bisogno;
  3. ricordatevi che a Londra, come in tutta la nazione, si cena prestissimo e quando dico “prestissimo” intendo che probabilmente, alle otto di sera farete fatica a trovare qualche pub che si impietosisca e vi dia del cibo (anche solo delle banalissime patatine fritte). Rimangono giusto le catene e i ristoranti italiani, ma solo se sono gestiti da veri italiani e se sono in zone molto frequentate. Non contate sul “vabbè, qualcosa troveremo” se avete delle esigenze alimentari specifiche;_DSF7977-66
  4. i musei nazionali inglesi sono gratuiti. Per questo motivo consiglio anche ai non appassionati di storia o di arte di entrare e dare un’occhiata anche veloce al British e alla National Gallery. Non potete perdervi la Stele di Rosetta o il Cartoon di Leonardo neanche se non ve ne frega nulla. Non avete scuse! Ci sarebbe anche il Victoria and Albert Museum (super!) o la Tate Modern (che io, giuro, non comprendo e, nel caso non si fosse particolarmente appassionati di arte moderna e contemporanea, trovo che sia da visitare esclusivamente per la struttura in cui è contenuta la collezione), ma tralascerei entrambi se si tratta della prima visita in città;_DSF7880-26
  5. al ritorno abbiamo viaggiato dall’aeroporto di Londra Southend, sempre con la comodissima Ryanair che praticamente ormai scelgo per tutti i viaggi in Europa. Per raggiungere l’aeroporto, dato che la domenica il treno che vi arriva direttamente non transita e sarebbe stato necessario cambiare e prendere una navetta sostitutiva, abbiamo utilizzato un taxi  privato prenotato con Blackberry Cars. Abbiamo speso £ 70 in tre e abbiamo fatto un trasferimento super. Grande puntualità (l’autista era in anticipo), auto nuova e comodissima e nessuno sbattimento. Non penso sarà l’ultima volta che utilizzerò questo servizio.

Spero che il prossimo post che scriverò su Londra sarà per parlare di qualche nuova scoperta che ho in lista da un bel po’ di tempo e che non sono ancora riuscita a fare. Londra, checché se ne dica sulla Brexit, sul carattere degli inglesi, sul meteo e sulla sua non economicità, è la città che ritengo più “accogliente” d’Europa.

C’è una Londra per tutti i gusti e, se ci si adatta un po’, anche per tutte le tasche.

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PS: ringrazio le mie fantastiche amiche, Donatella e Lavinia, per il divertentissimo week end e per la fiducia. Mi sono sentita di nuovo un po’ adolescente in gita scolastica anche se, in fondo, la mia vera natura è più quella della “maestrina” che quella della studentessa e la mania del controllo si è ampiamente sfogata in questi giorni. Troppo buone, ragazze. Troppo!

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