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#Traveldreams 2018: io ci riprovo!

Cara Befana,

l’anno scorso ho inviato la mia letterina a Babbo Natale e non ho avuto un grande successo.

Il mio 2017 è stato straordinariamente ricco di viaggi e avventure (e impegni professionali e personali che mi hanno tenuta lontana dal blog per diverso tempo), ma non era ciò che avevo chiesto io, quindi, quest’anno ci riprovo con te. Sei una donna…. Mi aspetto tu sia più efficiente e organizzata.

Del viaggione estivo che abbiamo in mente di fare non te ne parlo neppure… Tra la scaramanzia e il costo del viaggio, preferisco non sbilanciarmi né gravare su di te che hai tante altre persone da accontentare.

Piuttosto, vorrei dedicarmi a cose “minori” e più alla portata della pensione di una cara e gentile signora come sei tu.

Inizierei dall’Italia, giusto per dare un ordine all’elenco.

Diciamo che, per ben due volte, due week end pensati e prenotati sono saltati per eventi esterni. Ci riproviamo quest’anno:

Torino: tu sai quanto io adori questa città e quanti week end ci abbia trascorso quando ero poco più che una ragazzina. Ogni tanto ci torniamo per qualche mostra temporanea, ma non siamo mai riusciti a starci per un paio di giorni consecutivi e ho tanta voglia di vivermi il fascino delle ultime ore di un giorno e delle prime di quello successivo nel capoluogo piemontese. E poi c’è il Museo Egizio (che ho scoperto anche come prenotare e saltare la fila) e quel graziosissimo e super centrale B&B in cui soggiornare… Dai, per piacere….

2618_turin

Le colline di Valdobbiadene e Treviso. Conosco molto poco quella zona del nord Italia e non sono mai stata a Treviso che, mi dicono, essere una bellissima città. Ho trovato un castello in cui soggiornare e un paio di cantine da visitare…. Non credo sia necessario aggiungere altro, giusto?!?

Valdobbiadene

Inoltre, se avanza tempo, ci piacerebbe ritornare a Cesena a trovare quei cari amici, conosciuti in Namibia, che ci hanno ospitato per il Ponte dell’Immacolata. Siamo stati così bene da loro e quella zona, che non visitavo da una vita, mi ha dato grandissima soddisfazione. Sì, cara la mia Befana, penso proprio che vorrei farci di nuovo una capatina….

Come mete europee ho una lista di evergreen che mi accompagna da anni, ormai, ma mi dedicherò allo stretto necessario così da non correre il rischio di confonderti….

Parlando di week end brevi e città d’arte, ti chiederei di concentrarti su:

Cracovia e/o Budapest….. sono lì da anni, ormai. E sono anche economiche e ben collegate. Ogni anno mi finiscono in fondo alla classifica e lì rimangono. Bene, sai che c’è?!? Che quest’anno inserisco solo loro in questa parte di richieste. Vorrà ben dire qualcosa, no???

Cracovia 2018

BUDAPEST 2018

Ora, non vorrei che tu pensassi che io voglia barare, però, extra elenco, quindi giusto-giusto se ti rimane un attimo di voglia, di tempo e pure di soldini….. ci sarebbero anche Madrid (città che amo tantissimo e in cui vorrei portare mio marito) e Berlino…. Sì, lo so… sono appena tornata da Berlino e c’ero già stata neanche un anno fa, ma è così bella e così infinitamente ricca di cose da fare e da vedere. Per please! Avevo detto che avrei aspettato la riapertura dell’Altare di Pergamon (fissata, solo per una piccola parte del Monumento, per il 2019 – per vederlo tutto bisognerà attendere il 2025!), però poi ci potrei tornare anche l’anno successivo e avrei ovviato il problema…. No?!?!? Meglio una volta in più che una in meno!

Sugli itinerari un po’ più lunghetti e ai piccoli on the road che tanto amo, ho le idee ancora più chiare (e sempre le stesse, visto che, da quello che avevo chiesto l’anno scorso, alla fine sono ritornata in Andalusia e quindi tutto il resto è rimasto in sospeso). Prendi appunti, per piacere:

Le COTSWOLD: lo scrivo in maiuscolo così, magari, lo noti di più e ti rimane in mente!!! Eddai……. Vorrei fare un giro partendo da Londra, passando da Stonehenge, poi Bath, le Cotswald e Oxford….. Dai, suvvia…. Ti sembro pretenziosa?!? Sì, lo so che con la tua pensione minima e il cambio euro/sterlina è complicato, ma se tu risparmiassi portando un bel po’ di carbone agli altri, ce la faresti tranquillamente!!!!!!!! Tipregotipregotipregotipregotipregotipregotipregotiprego!!!

Bath 2018

Visto che sono una personcina comprensiva e ragionevole, ti propongo una seconda meta, in alternativa alla prima e più economica: la Romania. Dato che però nessuno mi comprende e gli anni passano da quando ho scoperto di volerci andare, ho ampliato un po’ il giro e, oltre alla sempre interessante Transilvania, ti chiederei di aggiungere la zona dei monasteri della Bucovina. Non sono neanche particolarmente distanti, quindi non lamentarti.

Castelli-Romania

Resta ben inteso che decidessi di sorprendermi regalandomi una settimanina-ina-ina in un cottagino-ino-ino tra il Devon e la Cornovaglia, o un giretto nella Spagna del Nord o qualche giorno in Irlanda, non te ne farei una colpa.

L’anno scorso, grazie all’intraprendenza di Federico Babbo Natale, ho potuto visitare Bordeaux e il Bacino di Arcachon e non puoi immagine quanto mi sia piaciuta quella zona. Il mondo è così grande e ricco di cose belle da vedere e visitare che, quasi quasi, le mete “inaspettate” sanno davvero lasciare a bocca aperta più di quelle attese.

Per il resto del Mondo, ci sarebbero anche Israele, la Giordania e la Turchia…. ma non vorrei esagerare, quindi lo scrivo e lo cancello subito…… 

Intanto ti auguro tante belle cose e non prendere freddo nel tuo giro della notte dell’Epifania. Per i miei regali, basta una connessione internet e una carta di credito…

Baci, baci,

Elena

PS: vorrei precisare che, dato che devo reperire queste foto dal web ma ogni anno ripropongo le stesse mete cercando di evitare le immagini dei #Traveldreams precedenti, sto finendo  il “catalogo” disponibile. Vogliamo fare qualcosa??? Mi piacerebbe utilizzare immagini mie, cara la mia Befana… ma se non mi ci mandate, come faccio???

 

Bloccata a casa, ho il mio IMPERDIBILE piano B!

Nei giorni seguenti, ci sarà un fuggi-fuggi generale tra le mie conoscenze: amici che partono per Iran (che odio! Che invidia!), amici che si ritrovano a Madrid con la famiglia residente negli USA per poi andare a Siviglia, amici che si uniranno ad altri amici norvegesi a Venezia, amici che partiranno per Barcellona, etc. etc..

Non chiedo più a nessuno dove trascorrerà le Feste natalizie per paura che la risposta mi deprima troppo!

Quindi, ho pensato che sia necessario attrezzarsi per fare qualcosa di interessante e vedere cose belle! Pianificare qualche giretto, qualche meta abbastanza vicina, qualche cosa di diverso. Che poi, mi sono detta, se sono tutti via, ci sarà meno caos dove voglio andare io, no?!?

Bene.

In testa alla classifica del mio “non c’ho soldi ma a casa non ci sto neppure sotto tortura”, tre mostre a Milano e dintorni fanno capolino per aiutarmi a mantenere il mio buon proposito di fine e inizio anno:

  • Gli Americani, Robert Frank, Fondazione Forma per la Fotografia, Milano (30/11 – 19/02) –> pazienza se mi sono trascinata fino allo spazio espositivo (e Fede insieme a me) in data 26 novembre per scoprire che la mostra sarebbe poi iniziata solo il mercoledì successivo. Faceva un freddo polare, in giro c’era un caos allucinante, ma io avevo deciso che dovevamo andare proprio quel giorno lì. Ho persino fermato con aria minacciosa un povero cameriere del bistrot attiguo alla galleria per chiedergli spiegazioni. Portava un vassoio di bicchieri e si è intimorito così tanto che ho pensato lo avrebbe usato come arma di difesa! Tornando alla mostra, per chi non la conoscesse, posso dire che il lavoro di Robert Frank, in particolare QUESTO, ha condizionato in modo impressionante il lavoro di generazioni di fotografi, ridefinendo il concetto di reportage e modificando la percezione e la sensibilità di chi osserva la quotidianità per cristallizzarla in un fotogramma. Spontaneo, diretto, crudo, “ordinario” nei soggetti e nelle loro “non pose”. Kerouac disse che l’artista catturò con formidabili foto “…quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukebox o quella di un funerale che passa”.  Uno scorcio dell’America più vera e più interna, meno patinata, meno famosa. Splendido! Una fortuna inaudita che sia arrivata in Italia e Spazio Forma Meravigli saprà di certo valorizzare questa monografica. Imperdibile!frank
  • Hokusai, Hiroshige, Utamaro, Palazzo Reale, Milano (22/09 – 29/01) –> non sono parolacce, giuro! Sono i nomi degli artisti giapponesi la cui mostra sta spopolando da quando è iniziata, nell’ormai lontano settembre. Code interminabili trascorse al freddo polare e con sanpietrini acuminati sotto ai piedi ghiacciati che mi faranno maledire il giorno che ho deciso che tre artisti del Paese del Sol Levante potessero interessarmi tanto da lasciare il divano e l’ultima puntata della serie TV che aspettavo di vedere da prima ancora che decidessero di girarla. Eh, cosa non si fa per l’arte, per la cultura personale, per non avere la faccia da allocca quando gli amici intellettuali ti sparano lì il nome di questi artisti che fino a l’altro giorno non avevi mai neppure sentito nominare. Eppure… eppure la mostra conquista tutti coloro che la vanno a vedere. E’ difficile trascurare il contesto storico e culturale che ha fatto da sfondo alla produzione dei tre artisti, ma, anche se si scegliesse di vederla senza una guida o senza l’audioguida (e dai, suvvia, spendiamo qualche soldino per capirci qualcosa in più! Vale la pena, soprattutto in questo caso), la bellezza delle opere, la raffinatezza dei soggetti, l’uso dei colori, la precisione della tecnica xilografica, non possono che conquistare ed impressionare. E, a proposito del termine “impressione” legata al mondo dell’arte, lo sapevate che i primi pittori impressionisti (Monet, Manet, Degas) furono influenzati proprio da alcune delle opere esposte a Palazzo Reale? Possiamo noi far finta di nulla e perderci cotanta bellezza a quattro passi da casa (o dalla metropolitana… se come me, non abitate in Piazza Duomo)?!? Sarebbe un vero peccato, no? Inoltre, visitare questa mostra è come fare un tuffo nel Giappone di due secoli fa per comprendere meglio quello dei giorni nostri. Ergo, anche in questo caso… imperdibile!hokusai
  • Fotografo, Henri Cartier-Bresson, Villa Reale, Monza (20/10 – 26/02) –> penso non ci sia nulla da spiegare su questa mostra e sull’artista. Volendo proprio riassumere, il caro Henri è comunemente considerato il padre del fotogiornalismo, colui che ha ridefinito il concetto di “cogliere l’attimo” nel momento dello scatto. Chiunque ami la street photography, la fotografia non in posa, i soggetti ritrovati in persone comuni nelle occupazioni quotidiane, non può non essere riconoscente a questo straordinario artista. La sua filosofia è riassumibile nel pensiero espresso da Cartier-Bresson stesso: “Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge. In quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale”. Grande, grandissimo, immenso! Da vedere se non lo si conosce a fondo e da rivedere se si possiedono già tutti i volumi delle sue opere! Assolutamente!!! (approfitto per segnalare, per chi non lo sapesse già, che è stata aperta una nuova ala della Reggia di Monza. Dopo il restauro conservativo iniziato nel 2012, la Villa sta, zona per zona, tornando al suo antico splendore. Vale la pena acquistare il biglietto cumulativo e visitare sia la mostra monografica sia gli appartamenti – necessariamente con guida – e il Belvedere, diventato sede permanente della sezione Design della Triennale di Milano). Indovinate… esatto, imperdibile!cartier-bresson

Per quanto riguarda gli appuntamenti “fuori sede” ma abbastanza vicini da non richiedere più di una giornata di tempo, vi ricordo:

  • La belle-Epoque, Henri Toulouse Lautrec, Palazzo Chiablese, Torino (22/10 – 05/03) –> questo in realtà è un pretesto! Ho voglia di andare a Torino, città che amo tantissimo, e ogni occasione è buona. Devo solo scegliere se vedere l’ennesima e, immagino, sempre stupenda mostra di Toulouse Lautrec oppure se visitare il Museo Egizio, cosa che sto rimandando dal termine dell’attività di rinnovo conclusasi nel 2015. Il problema per la seconda delle due opzioni, è che hanno da poco diffuso la notizia che nella struttura sono conservati dei resti della regina Nefertari (le gambe, se non erro…) e il Museo, già sempre più che pieno, mi è, ahimè, tornato in testa nella classifica delle cose imperdibili da fare. Orde di gente schiamazzante, frotte di bambini che lasciano ditate sulle teche delle esposizioni, vecchi in pensione da trent’anni che decidono che il periodo delle ferie è proprio quello ideale per rompere le palle e visitare ciò che potrebbero vedere in tutto il resto dell’anno, stuoli di turisti da intimidire eserciti di hurukai affamati … no, non credo di potercela fare! Penso quindi che opterò per il sempre caro, talentuoso, visionario e un po’ malconcio Henri. Non mi ha mai deluso, perché dovrebbe iniziare proprio ora? E poi, fuori dal Palazzo Chiablese c’è la rigorosa Torino che stupisce e piace sempre!   toulouse
  • Riflessi sull’acqua, Paul Signac, MASI LAC, Lugano (04/09 – 08/01) –> dopo aver più volte rimandato, è giunto il momento di fare una visitina alla mostra di questo straordinario spazio espositivo che sta ospitando le opere appartenenti ad una collezione privata dell’artista francese. Anche perché, sta per finire e c’è poco da ciurlare nel manico, qui! Non sarà facile rivedere nuovamente questa produzione e per gli amanti del genere, o dei generi data la varietà di correnti artistiche in cui ha spaziato l’attività di Signac, è un’occasione da non perdere. E poi Lugano è così graziosa. Certo, nulla a che vedere con le altre città della Svizzera centrale o francese, però un giretto al mercatino del centro storico vogliamo negarcelo?!? Aggiudicato anche questo!signac-1

E ora il tasto più dolente, l’occasione che perderò ma che consiglio a tutti coloro che possono invece cogliere al volo: la mostra dedicata a Edward Hopper, Complesso del Vittoriano, Roma (01/10 – 12/02). Per la prima volta in Italia, sono esposte le opere di questo straordinario pittore americano, paragonabile, per innovatività e capacità di cogliere le sfumature del quotidiano, al sopra citato Robert Frank. Mi spiace da matti non riuscire a visitare l’esposizione, pensare che ero lì ad un passo un mesetto fa non mi risolleva il morale, ma ci tenevo a vederla con Federico che ama l’autore e quindi mi sono fatta scappare l’occasione. Non imitatemi. Per chi abita in centro Italia e vuole vedere dei quadri straordinari, questo è un punto di riferimento da non lasciarsi scappare. E poi, quale motivo migliore per fare un giretto nella nostra splendida capitale? Accorrete, gente. Accorrete! Voi che potete…

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Riassumendo, anche per chi non può prendere un aereo e volare da qualche parte, di cose da fare ce ne sono (io ovviamente ho elencato quelle a me più comode, Hopper a parte, ma sono sicura che ce ne siano tantissime sparse per tutto lo Stivale). Alla fine della fiera, con tutti questi biglietti d’ingresso probabilmente spenderemo più di quanto avremmo fatto partendo per Praga o per Budapest, ma non importa! E ci stancheremo anche di più perché il programma è parecchio impegnativo, soprattutto quando penso di abbandonare la tuta con cui mi trascino per casa al calduccio e la compagnia dei miei gatti per affrontare il gelo e la folla da festività natalizie. Ma a noi piace così.

Illuderci di risparmiare, assiderarci, sgomitare… Anche in questo caso, tutte esperienze imperdibili!

E allora, carissimi, terminiamo in bellezza il 2016 e apriamo in splendore il 2017!

PS: nel caso qualcuno se lo fosse chiesto, l’immagine in evidenza ritrae il mio salotto di casa addobbato per le feste. E ci sono anche i gatti, lì da qualche parte. Più la fisso, più sento che dismettere la tuta sarà davvero complicato.

PS2: prima di fare qualsiasi altra cosa durante le feste, sarà il caso che risolva il problema del mio gravatar che ho tentato di cambiare e non sono più riuscita a rimettere. Sono impedita e credo mi ci vorranno due settimane piene per risolvere la questione. Ce la farò!

 

Stomp… alias come far suonare una scatola di fiammiferi!

Devo farlo, devo recensirlo al volo se no l’adrenalina e la carica che mi ha trasmesso non mi faranno dormire per giorni.

Stomp.
STOMP.
S.T.O.M.P.

Stomp

Cos’è?!?

È una curiosità nata qualche anno fa mentre ero a casa di mamma. Era sabato, primo pomeriggio. Eravamo in cucina (e mai luogo è stato più appropriato per questa scoperta!!!). Lei lavava i piatti, io chiacchieravo di cose inutili, come sempre… E poi il TG ha mandato il solito servizio su musica/spettacolo/cinema firmato da Mollica che è un po’ come me: gli piace tutto! La differenza è che lui viene pagato e quindi dovrebbe anche prendersi la responsabilità di salvarci da qualche mediocre oscenità, dichiarando che si tratta di ‘una cagata pazzesca!’ (Fantozzi docet) e io invece recensisco solo posti, eventi, esperienze che mi hanno entusiasmato perchè la vita è troppo corta perchè per diletto la sprechi parlando di una cosa che non mi è piaciuta o mi ha lasciato indifferente!

Anyway…
Eccoli lì alla tv gli artisti di Stomp… ed eccola lì la curiosità di vederli.

Li ho persi per quell’anno e per gli anni a venire fino a qualche mese fa quando, sfogliando le pagine online di Ticketone, li ho trovati!!!

Sono tornati in Italia!

Niente Milano… Delle mete per me papabili, solo Torino o Bergamo. Ho scelto Torino perché mi servo di ogni buona scusa per tornare in questa città che amo tantissimo.

La data è arrivata e lo spettacolo è stato stratosferico!

Sei ragazzi e due ragazze. La compagnia originale. Una delle compagnie originali, per essere sincera e precisa. Un palco su due livelli (un doppio palco), una scenografia mooooolto underground, luci psichedeliche e costumi ‘da strada’.

Una compagnia nata in UK da Luke Cresswell e Steve McNocholas e che in vent’anni si è rinnovata e ampliata in diversi gruppi e ha fatto più volte il giro del mondo. Qui il sito per video, foto, informazioni e date dei tour.

Ritmo, energia, ironia, danza, musica, qualche fisicata al posto giusto (che non è mai di troppo!)… tanti spettacoli in uno spettacolo. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno ha la sua formazione e la sua attitudine. Il colore della pelle è diverso, la forma degli occhi pure. Qualcuno fa break dance, qualcuno balla, qualcuno recita (senza parlare), qualcuno coinvolge. Tutti fanno un gran fracasso… ma sempre armoniosamente a tempo.

Hanno suonato con pentole, coperchi, scatole di fiammiferi, secchi, scope, segatura (come si può suonare della segatura?!?!?), palle da basket, accendini (io per accedermi una sigaretta a volte mi braso la punta delle dita senza riuscire nell’intento e questi accendevano e spegnevano accendini a rotellina a tempo e in sincronia tra loro), cartelli stradali, tubi, sacchetti di plastica e di carta, giornali, lavabi, carrelli della spesa…

Presa ad andare a tempo con il battito di mani e di piedi chiesto al pubblico in determinati momenti, mi sono ritrovata a fare qualche pensiero assurdo:
1) non guarderò mai più un carrello della spesa con gli stessi occhi,
2) indipendentemente dal fiato e dalla abilità dei ballerini (se così si possono definire perchè in effetti mi hanno ricordato più una street crew che non un corpo di ballo vero e proprio), questi hanno avuto un’idea geniale… geniale!!! Perchè a me non ne vengono mai?!?
3) a chi assomigliavo nella mia posizione plastica di ascolto/osservazione dello spettacolo con tanto di sorrisino ebete? Molto semplicemente a Raffaella Carrà durante le blind audiction di The Voice of Italy. Ho provveduto immediatamente a togliermi quella espressione cazzuta dalla faccia!

Stomp
…ho dovuto mettere una foto perché l’espressione è particolarmente espressiva!!!

A parte la paresi mimico facciale che mi ha colto, ho ballato con loro sulla mia sedia, ho applaudito come una forsennata quando me lo hanno chiesto, ho giocato quando hanno interagito con noi, ho riso quando hanno mostrato il lato più comico dello spettacolo, e li ho amati per tutto il tempo.

Ieri era l’ultima data del tour italiano e quindi che altro posso dire se non che spero tornino presto?!? 😉