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Il Bosco Incantato

Mi è stato consigliato di pensare ad un ricordo bello, sereno, intenso quando si attraversano momenti difficili o quando lo stress diventa troppo forte e si ha bisogno di staccare la spina senza poterlo fare realmente.

Durante un periodo così, mi sono ricordata di quel consiglio e mi sono chiesta, dei posti che ho visto e dei ricordi che ho accumulato, quale potesse essere il mio pensiero positivo.

Ci ho riflettuto un po’. Ho ripercorso con la mente tanti attimi piacevoli e situazioni divertenti e confortanti, ma mi serviva qualcosa di speciale. Qualcosa che mi avesse colpito nella frazione dei pochi istanti della prima, indelebile impressione. Ci ho pensato e l’ho trovata!

Il mio ricordo felice risale a un luogo visto tante volte di sfuggita ma che solo durante l’ultima visita ho guardato veramente.
Si trova a Bolzano, in piazza Walther, ancora più esattamente nel Palais Campofranco.

Durante i mercatini di Natale, all’interno di questa storica dimora, viene allestito il Bosco Incantato.

Immaginatevi  il cortile di un palazzo del Settecento, con grandi alberi al suo interno i cui rami vengono riempiti di rosse scintillanti palle di Natale di diversa grandezza e sotto i quali vengono posti tanti abeti a fare da sottobosco.
Tutto attorno agli alberi ci sono i classici chalet dei mercatini che vendono la tipica oggettistica natalizia e gustosi prodotti alimentari locali.

In alcune baite si produce ottimo cibo da consumarsi sul posto e delle botti, posizionate qua e là nella vegetazione addobbata, fungono da tavolini su cui consumare il pasto o rinfocillarsi dopo lo slalom tra i turisti all’assalto nella caccia ai regali.

Ricordo di essere passata più volte lì sotto quel giorno: la prima volta ho preso una fetta di pane con la raclette e del vin brulè, la seconda volta della zuppa bollente di gulash e del vin brulè, la terza volta una fetta di strudel e del vin brulè… (per il vin brulè potrei giustificarmi dicendo che faceva parecchio freddo quel giorno a Bolzano ma sarebbe solo una bieca menzogna!).

Varcare la soglia di quel cortile e ritrovarmi in un posto del genere è stata una delle cose più deliziose che ho fatto nella vita.

L’atmosfera è unica, sognante… il caos della piazza e della folla sembra rimanere al di fuori delle mura del palazzo quasi come se questo volesse trattenere nel suo interno la magia degli sguardi sorpresi e rapiti di chi, come me, cercava un riparo e un luogo tranquillo ed è finito per sentirsi di nuovo come un bambino al risveglio la mattina del 25 dicembre.

Se mi concentro e ripenso alla sensazione di stupore e calore che ho provato quel giorno, ancora oggi mi sento bene e al sicuro.

Bosco Incantato

Bosco Incantato

Una passaporta per Londra

Le Feste di Natale in casa mia sono sinonimo di serate dedicate alla ri-ri-ri-ri-ri-ri-rivisione della saga di Harry Potter.

L’accanimento quasi terapeutico che metto nell’impegno di vedere tutti i film entro il giorno di Natale sono lo specchio dell’amore che nutro per Londra.

Londra in dicembre è fredda, nebbiosa, a tratti spettrale, ad altri viva e pulsante.

Londra è vittoriana. Sempre.

Lo sarebbe anche se lo scenario mondiale assomigliasse a quello che vediamo nei film di fantascienza con automobili volanti, stazioni interspaziali per rifornire le navicelle dei turisti che vanno a svernare su Marte e degli alberi artificiali perché quelli veri ormai sono stati abbattuti tutti.

Londra no, rimarrebbe così con i suoi bus rossi, con la Torre di Londra che si staglia sul Tamigi, con l’Osservatorio di Greenwich e il suo mercatino alimentare dove in una ventina o poco più di bancarelle puoi fare il giro enogastronomico del pianeta e con il magico angolo del St. Katherine’s Docks e il The Dickens Inn Pub.

Ci provo a tornarci almeno una volta l’anno perché ho sempre delle novità da scoprire, ma non sempre ci riesco… e allora guardo Harry Potter e sogno di trovare una passaporta a casa mia che mi porti a Londra.

Londra 2009_3