Londra in 48 ore. Improbabile ma non impossibile!

Avete un week end breve, brevissimo, brevissimissimo da dedicare a una prima scoperta di Londra ma non avete idea di come suddividere le cose da visitare in città? Non ci tornate da anni e decidete di farci una capatina al volo per rispolverare l’itinerario più turistico e classico ma non sapete quale sia?

Ci penso io!

Ho recentemente collaudato una toccata e fuga nella capitale inglese e il giro che abbiamo fatto è stato divertente e piuttosto completo come prima infarinatura o rapido ripasso.

_DSF7842-9

Ecco come è nato.

Mettete una sabato sera tra amici e colleghi in cui, per l’ennesima volta, si è discusso della paura di volare di una dei commensali che da venti anni circa non saliva più a bordo di un velivolo; aggiungete due maniache della prenotazione di vacanze e viaggi che non aspettavano altro che la scusa per organizzare qualcosa e partire; immaginate Londra, città perfetta perché vicina, con un’alta frequenza di voli giornalieri e di grande impatto anche a prima vista, senza la necessità di fare grandi approfondimenti per rimanerne affascinati… ed ecco che all’orizzonte è spuntato fuori il nostro mini-viaggio. Il lunedì successivo alla cena avevamo già organizzato tutto ed eravamo pronte ed entusiaste per l’imminente partenza.

_DSF7939-50

Partiamo qualche settimana dopo, di venerdì pomeriggio direttamente dall’ufficio in direzione Orio Al Serio, tra attacchi di panico, “aiutini” farmacologici a supporto e chiacchiere leggere e sciocche per distrarre e rilassare l’atmosfera.

Il volo è stato un vero successo e Londra è sempre più vicina, tanto quanto la distanza tra Stansted e la stazione di Liverpool Street da coprire con il sempre utilissimo Stansted Express!

Ma in poco meno di 48 ore, cosa puoi mostrare di una città così immensa, poliedrica e cool a due persone che non l’hanno mai vista? Come organizzi un week end lampo in un posto che senti di conoscere piuttosto bene e in cui ogni volta che vai lasci un pezzetto di cuore, di cui trovi entusiasmante ogni angolino e scopri sempre cose nuove? Ero sicura che la città, la mia preferita tra tutte, sarebbe piaciuta, ma mi sentivo molto responsabile della qualità del tempo da trascorrere lì. Che ansia!!!

_DSF7930-47

Ora, di cose da fare e vedere a Londra, che in assoluto è la città che ho visitato il più alto numero di volte in vita mia (questa era la nona volta) ce ne sono a bizzeffe, ma portarci due persone con gusti completamente differenti tra loro e con approcci altrettanto diversi mi metteva grande agitazione.

Sono partita dalle basi e da quelle cose che ho visto e rivisto più volte perché “essenziali”; ho scartato a priori le cose nuove perché Fede non era con me e la “scoperta” di una novità mi piace che sia fatta insieme a lui; ho circoscritto la visita di musei e gallerie d’arte ai due principali -sì, ok… i miei preferiti, e quindi?!? E’ stato solo un caso!!! – e solo a sezioni piccolissime e molto mirate di essi;  ho delimitato mentalmente il percorso da fare al centro e al lungo Tamigi; ho incluso la visita a un grande magazzino blasonato e famosissimo, anche se sopravvalutato a parere mio, perché faceva “folclore”.

Quindi, alla fine ecco cosa abbiamo fatto:

VENERDÌ’ POMERIGGIO:

  • British Museum – in meno di un’ora abbiamo visto alla velocità della luce le 8 opere/sale principali e fatto pure merenda nella meravigliosa Great Court;

_DSF7872-24

  • passeggiata per Bloomsbury (che è il quartiere dove cerco sempre di soggiornare) con capatina a piedi fino a Neal’s Court in Covent Garden;

_DSF7885-29

  • cena in zona Russel Square;
  • corsa sotto la pioggia (questa non posso garantire che la ritroviate, ma potreste visto che siamo in UK ed è un attimo che inizia a diluviare) fino a essere fradicie e pure sudate.

SABATO (sembravamo le tipe di quella pubblicità ambientata a Roma dove il tassista/guida le sballottava in ogni angolo della città a velocità supersonica gridando i nomi dei luoghi visitati…….. è stato molto divertente!):

  • Piccadilly Circus;

_DSF7924-45

  • Trafalgar Square con capatina alla National Gallery per visitare la sala dedicata a Leonardo e quelle riservate alle opere degli impressionisti;

_DSF7945-53

  • Saint Paul (dove abbiamo pure assistito a un matrimonio di sciuri);

_DSF7988-70

_DSF7976-65

  • passeggiata lungo il Tamigi;

_DSF7998-76

  • Tower Bridge;

_DSF8013-83

_DSF8035-94

  • pranzo al St. Katherine’s Dock (la mia zona preferita della città, imperdibile ad ogni capatina nella capitale inglese);

_DSF8022-89

  • Covent Garden (con acquisti di souvenir vari);

_DSF8063-106

_DSF8083-115

  • Soho;
  • cena in un pub;
  • altro giro per Soho;

_DSF8127-136

  • ritorno a Bloomsbury.

Il tutto, a piedi (immaginate la stanchezza e il rassodamento dei glutei) e data la completa disorganizzazione delle mie compagne di viaggio (voi due, se mi state leggendo, sappiate che disapprovo totalmente! Massimo biasimo per entrambe!), siamo state ferme circa quaranta minuti allo Starbucks fronte Tower Bridge per ricaricare gli smartphone. Beh, almeno la visita e le “sciocche” chiacchiere hanno ricompensato la sosta forzata. 

_DSF8031-92

DOMENICA:

  • Westminster;

_DSF8145-142

  • Buckingham Palace;
  • St. James Park;

_DSF8173-156

  • Harrods
  • ritorno al nostro hotel per recuperare le nostre cose e il tassista prenotato da casa per l’aeroporto e muoverci per il ritorno a casa.

Il giro è stato un successone e io sono stata strafelice di ritornare in alcuni luoghi che ormai “snobbavo” di default. Londra è talmente bella che anche rivedendo gli stessi posti una marea di volte, ti colpiscono comunque.

Ora, qualche info pratica che può essere utile ai neofiti del posto o a chi non ci torna da tempo:

  1. l’albergo, meraviglioso!, in cui abbiamo soggiornato è l’Harlingford Hotel, prenotato con Booking per € 430 in tre con colazione. Come già scritto, io dormo rigorosamente in Bloomsbury e di strutture ne ho cambiate diverse. Per mio gusto personale, un hotel a Londra DEVE essere inserito in una palazzina in stile georgiano. Non esiste altro. Qualcosa di diverso da questo stile non lo prendo proprio in considerazione. Questo aveva una posizione stupenda, una camera comoda, pulitissima, con il parquet e silenziosa, un bagno piccolo ma meno dello standard della città e una colazione davvero super compresa nel prezzo. Plus dell’hotel, per me che sono una gattara, era la presenza di una deliziosa micina tricolore che vive nelle zone comuni della struttura e che ci ha fatto compagnia nelle attese nella hall;_DSF7893-33
  2. la Oyster Card è un must per l’uso per i mezzi di trasporto. Ovviamente non è l’unica soluzione ma, insieme alla funzione contactless della carta di credito personale, è quella più economica per girare la città. La carta ha un piccolo costo di acquisto e poi è ricaricabile. Non temete, i soldi caricati non scadono neanche dopo anni… potrete riutilizzarli al prossimo giro in città o prestare la tessera ad amici e parenti che ne avessero bisogno;
  3. ricordatevi che a Londra, come in tutta la nazione, si cena prestissimo e quando dico “prestissimo” intendo che probabilmente, alle otto di sera farete fatica a trovare qualche pub che si impietosisca e vi dia del cibo (anche solo delle banalissime patatine fritte). Rimangono giusto le catene e i ristoranti italiani, ma solo se sono gestiti da veri italiani e se sono in zone molto frequentate. Non contate sul “vabbè, qualcosa troveremo” se avete delle esigenze alimentari specifiche;_DSF7977-66
  4. i musei nazionali inglesi sono gratuiti. Per questo motivo consiglio anche ai non appassionati di storia o di arte di entrare e dare un’occhiata anche veloce al British e alla National Gallery. Non potete perdervi la Stele di Rosetta o il Cartoon di Leonardo neanche se non ve ne frega nulla. Non avete scuse! Ci sarebbe anche il Victoria and Albert Museum (super!) o la Tate Modern (che io, giuro, non comprendo e, nel caso non si fosse particolarmente appassionati di arte moderna e contemporanea, trovo che sia da visitare esclusivamente per la struttura in cui è contenuta la collezione), ma tralascerei entrambi se si tratta della prima visita in città;_DSF7880-26
  5. al ritorno abbiamo viaggiato dall’aeroporto di Londra Southend, sempre con la comodissima Ryanair che praticamente ormai scelgo per tutti i viaggi in Europa. Per raggiungere l’aeroporto, dato che la domenica il treno che vi arriva direttamente non transita e sarebbe stato necessario cambiare e prendere una navetta sostitutiva, abbiamo utilizzato un taxi  privato prenotato con Blackberry Cars. Abbiamo speso £ 70 in tre e abbiamo fatto un trasferimento super. Grande puntualità (l’autista era in anticipo), auto nuova e comodissima e nessuno sbattimento. Non penso sarà l’ultima volta che utilizzerò questo servizio.

Spero che il prossimo post che scriverò su Londra sarà per parlare di qualche nuova scoperta che ho in lista da un bel po’ di tempo e che non sono ancora riuscita a fare. Londra, checché se ne dica sulla Brexit, sul carattere degli inglesi, sul meteo e sulla sua non economicità, è la città che ritengo più “accogliente” d’Europa.

C’è una Londra per tutti i gusti e, se ci si adatta un po’, anche per tutte le tasche.

_DSF8040-97

PS: ringrazio le mie fantastiche amiche, Donatella e Lavinia, per il divertentissimo week end e per la fiducia. Mi sono sentita di nuovo un po’ adolescente in gita scolastica anche se, in fondo, la mia vera natura è più quella della “maestrina” che quella della studentessa e la mania del controllo si è ampiamente sfogata in questi giorni. Troppo buone, ragazze. Troppo!

DSC_1714-82

Le Cotswolds, finalmente.

Visitare le Cotswolds era una delle voci in cima alla mia travel wish list da tantissimi anni: avevo letto di questa bucolica area inglese in diversi articoli sul web e visto così tante foto di questi luoghi senza tempo che mi era venuta una sorta di fissazione ma, per cause di forza maggiore ( = mio marito non ha troppa simpatia per gli inglesi), ho continuamente rimandato scegliendo sempre altre mete. 

Ho provato a convincere Fede della bellezza della zona con ogni mezzo, passando dalle minacce alla pietà, o intavolando conversazioni di altissimo spessore intellettuale e grande soddisfazione morale (E. <<Amore, andiamo nelle Cotswolds questa primavera?>> F. <<Le Cotswolds-CHE?!?>> E. <<Vabbè, lasciamo perdere, dai!>>) ma, ahimè, senza grandi risultati fino a quando, complice un mio regalo di compleanno e la comune e incommensurabile voglia di visitare gli Warner Studios di Londra per il Making of di Harry Potter, mi sono improvvisamente trovata in mano due biglietti aerei per l’Inghilterra e carta bianca su come organizzare quattro giorni nel Paese di Her Majesty, the Queen Elizabeth II.

_DSF7629-235

Quanto ci ho messo, secondo voi, a prenotare il prenotabile e a pianificare anche il numero dei respiri al minuto? Praticamente un secondo, avendo già pronto l’itinerario da circa 7/8 anni! A parer mio, in tema di viaggi non si è mai troppo preparati………

_DSF7428-161

Alla fine ne sono usciti quattro giorni FA-VO-LO-SI, ben calibrati tra gli Studios (dove abbiamo cercato di prendere residenza e ci hanno quasi dovuti cacciare via), la splendida città di Oxford, a cui abbiamo dedicato un giorno e una notte, e le Cotswolds, appunto.

Soffocando l’animo da cittadina che c’è in me, mi dedicherei a riportare brevemente qualche considerazione del tutto personale proprio su quest’ultima parte dell’itinerario, sperando di poter essere d’aiuto a chi stesse pianificando una visita della zona e condividendo qualche fotografia scattata in quei luoghi!

_DSF7568-213

Innanzitutto sento di fare due premesse:

  • potrete visitare le Cotswolds anche con i mezzi pubblici, ma credo che la libertà che dia un’auto a noleggio sia, proprio per questo tipo di itinerario, imparagonabile. La cosa bella e particolare di avere un mezzo proprio e indipendente in una zona con queste caratteristiche, è il girare perdendosi tra la campagna. Ho rivalutato l’utilizzo del termine “bighellonare” in quei due giorni;
  • i paesini sono tutti splendidi ma, a parte qualche rarissima eccezione, si equivalgono molto. Fissatevi le due/tre cose che assolutamente volete vedere e poi, con l’auto a noleggio di cui al punto precedente, PERDETEVI! Bando agli itinerari, alle liste, ai must see… Conoscere questa area significa adeguarsi anche ai pigri ritmi della natura che la ingloba. Forse per la primissima volta nella mia vita ho viaggiato veramente “slow”. Non affannatevi: non vale la pena.

_DSF7644-244

Cosa vedrete continuamente nelle Cotswolds: cottage color miele, pecore, prati verdissimi, foreste rigogliose, cavalli, colza in fiore (ad aprile e maggio) o lavanda in fiore (giugno), negozi che vendono prodotti alimentari a km 0, fattorie, sale da tè, chiesette meravigliose circondate da piccoli e antichi cimiteri suggestivi, negozi di souvenir, turisti cinesi e giapponesi in quantità industriale in totale visibilio per qualsiasi ponticello, panchetta e alberello incontrino sul loro cammino.

_DSF7641-242

Cosa non vedrete nelle Cotswolds: italiani in viaggio!

Cosa farete nelle Cotswolds: vi farete un programma di visite che butterete nel cestino dopo la prima mezza giornata; ritornerete più volte nello stesso luogo per vederlo con luci diverse a seconda del momento della giornata e della posizione del sole; inchioderete a ogni km perché il cottage appena spuntato è decisamente molto, molto, molto più bello di quello visto mezzo metro prima; disturberete delle simpatiche pecore al pascolo cercando di farle mettere in posa per una fotografia “sensazionale”; schiverete i fagiani e le loro morosine che cercheranno di suicidarsi sotto le ruote della vostra auto; vi commuoverete e rimarrete in contemplazione delle antiche tombe di altrettanto antichi cimiteri; entrerete in ogni chiesa per scoprire quasi ogni volta che sono l’esterno e il contesto in cui è stata edificata ad essere i pezzi forti; visiterete palazzi sontuosi di nobili famiglie; cenerete in gastropub scegliendo cosa mangiare direttamente dalle daily board; berrete birra e sidro locale; vi pentirete di non aver portato delle scarpe per fare un trekking leggero nelle meravigliose foreste che incontrerete; salirete su una torre costruita quasi nel nulla per ammirare il paesaggio circostante; penserete che vi piacerebbe tornare presto per un altro paio di giorni lontani dalle corse e dallo stress della vita quotidiana.

_DSF7610-227

Come già specificato, un paesino delle Cotswolds vale l’altro con giusto un paio di eccezioni costituite da Bibury, la cui Arlington Row è uno degli scorci più fotografati dell’intera nazione e che è stata definita la strada più bella di Inghilterra, e Bouton-on-the-water a cui attribuiscono il titolo di Venezia del Regno Unito per i canali che la attraversano. Mah, direi che in entrambi i casi si sta un po’ esagerando, ma contenti gli inglesi, contenti tutti! Per quanto mi riguarda, l’esperienza è stata positiva in entrambi i casi ma al primo luogo, ho decisamente preferito il secondo.

_DSF7581-216

_DSF7748-284

La fila di cottage di Arlington Row è graziosa e straordinariamente idillica se vista in certi orari (prestissimo o tardissimo) mentre se si spera di trovare altro nella cittadina oltre a quel gruppo di graziose casette o ci si capita nel pieno dell’orario di visite turistiche, si potrebbe pensare che vivere in Piazza Duomo a Milano sia più rilassante. Immagino la disperazione degli abitanti del luogo che hanno perennemente un branco di selvaggi sconosciuti pronti a immortalare le abitazioni e la natura che le circonda.

_DSF7588-219

Bourton-on-the-water mi è piaciuta infinitamente di più. C’era più “ciccia”, si direbbe dalle mie parti. E’ davvero splendida grazie ai fiumiciattoli che scorrono nel tessuto urbano e su cui si affacciano dei rilassanti prati e splendide dimore. Ci sono salici piangenti ovunque e panchine dove sedersi (schivando le cacche dei piccioni che possono colpire a tradimento da un momento all’altro!) per recuperare un po’ di energie perse nell’esplorazione del luogo, ottimi pub dotati di tavoli sia al chiuso che all’aperto e un’infinità di bakery per soddisfare i palati dei più esigenti in fatto di dolci.

_DSF7619-232

In entrambi i posti ci siamo stati due volte: a Bibury per cercare di vederla senza il caos infernale dell’ora di punta in cui siamo capitati al primo colpo, a Bourton-on-the-water perchè, dopo averla scelta la sera per cenare, ci siamo ritornati l’indomani con la luce del sole per esplorarla meglio.

_DSF7587-218

A Bouton-on-the-water abbiamo cenato al The Croft dove abbiamo mangiato bene e speso il giusto con due zuppe del giorno, un hamburger classico, un fish & chips che pensavo molto più impegnativo per la digestione di quello che in realtà è stato, un sidro e una birra.

_DSF7751-287

_DSF7621-233

Un luogo infinitamente strano da visitare è la Broadway Tower, in pratica una torre alta una ventina di metri circa, nel bel mezzo del nulla. La vista dalla cima, conquistabile ovviamente solo tramite le scale, è impagabile mentre l’esposizione contenuta in una delle sale dell’edificio non è nulla di che. Si dice che nelle belle giornate sia possibile vedere fino a 13 contee; io non so quante ne abbiamo viste noi, ma è stato comunque molto bello.

_DSF7659-249

_DSF7667-253

Un paesino che ci ha piacevolmente colpito e stupito è stato Stow-on-the-wold dove abbiamo deciso anche di fermarci per un pranzo al piacevolissimo The Hive (favoloso il localino, il cibo e il personale). In uno dei lati della chiesa principale, la St. Edward’s Church, potrete ammirare anche la famosa porticina parzialmente nascosta da rampicanti e piante secolari che, narra la leggenda, abbia ispirato Tolkien nell’immaginare l’entrata della casa di Frodo Beggins nella Contea degli Hobbit. Sarà che non sono particolarmente appassionata del Signore degli Anelli, sarà che c’erano degli esaltati che avranno scattato un centinaio di foto a testa dalla stessa angolazione senza modificare nessuna impostazione della fotocamera facendomi venire l’ansia da “scusate, mi sposto subito!”, ma la porta a noi è sembrata solo una porta (graziosa, per carità) e non abbiamo perso troppo tempo, preferendo goderci in silenzio e solitudine il piccolo cimitero che circonda la chiesa.

_DSF7720-273

_DSF7725-276

Anche Chipping Campden si è rivelata una bella scoperta. Di fatto, il paesino consiste in una via circondata da deliziosi cottage, giardinetti molto curati e qualche interessante negozietto dove ci siamo fermati per acquistare dei souvenir meno turistici (ed è un’impresa ardua visto che è più turistica questa zona che la Tower of London o il London Eye!) che lasciassero dei segni tangibili di questi quattro giorni da sogno.

_DSF7694-264

_DSF7693-263

La più grande delusione del week end è stata la visita a Cirencester che ho trovato poco bella rispetto al resto della zona. Avevamo fame da morire, eravamo intirizziti per il freddo ed esausti per la visita al Blenheim Palace, ma mi aspettavo una piccola Oxford e ho trovato una cittadina più grande delle altre e molto meno curata. Potrebbe essere stato solo il frutto di un momento no, ma non credo le darei una seconda chance.

_DSF7546-204

_DSF7544-202

Da gattara quale sono, una menzione speciale e un ricordo particolare nel mio cuore va al villaggio di Painswick dove abbiamo trovato, nel curato cimitero della St. Mary’s Church, una piccola e assolata lapide che ricordava Tilly, la diciottenne micia della chiesa, venuta a mancare qualche mese prima. Siamo arrivati a Painswick di domenica pomeriggio e tutti i ristoranti, i cafè e i negozi erano chiusi, eppure ci siamo commossi e sappiamo che ricorderemo questo luogo meglio di altri più famosi e frequentati.

_DSF7554-208

Per le due notti trascorse nelle Cotswolds, abbiamo soggiornato al Wychwood Inn e siamo stati benissimo. Si tratta di quella che definirei una “locanda” con ristorante e servizio di bed & breakfast, rinnovata di recente e curatissima in ogni dettaglio. La nostra stanza era meravigliosa: accogliente, pulita, comoda e silenziosissima nonostante affacciasse sulla strada che taglia in due questo piccolo paesino. La colazione è all’inglese e servita al tavolo: oltre al piccolo buffet, si può scegliere tra un paio di piatti (uno dei quali è a base di uova e salmone affumicato e quindi…. YUPPIEEEEEE!!!) ed è compresa nel prezzo del soggiorno. Non abbiamo mai cenato nel pub, ma ne abbiamo ampiamente usufruito per il dopocena per berci l’ultima birretta della giornata prima di andare a nanna.

_DSF7606-224

Che dire per concludere se non che l’attesa durata anni prima di approdare in questo territorio di dolci colline, prati in fiore e adorabili cottage, è stata ampiamente giustificata dalla bellezza del luogo e da quello che ha saputo offrirci durante la nostra visita? Non credo tornerei per dedicarci un altro week end intero, ma sicuramente, passando in zona alla scoperta di nuovi posti (Bristol e Bath, su tutti, oltre al Devon e alla Cornovaglia), mi farebbe piacere attraversare ancora quelle stradine e fermarmi qua e là per respirarne l’atmosfera unica. 

DSC_1571_1556551168783-2-255

 

 

Londra… where else?

Ognuno di noi ha i suoi motivi per tornare a Londra. Qualcuno è costretto per lavoro, qualcuno ci va per studiare l’inglese, qualcuno per guadagnare un po’ di soldi e fare un’esperienza all’estero davvero formante, qualcun’altro per vedere spettacoli teatrali o visitare qualche mostra inedita. Io-me-medesima ci vado perché nessun altro luogo mi affascina così tanto.

Ecco qui un elenco di ragioni per le quali sono fondamentalmente convinta che, se non si abbia idea di dove andare, cosa fare o come spendere un po’ di soldi (parecchi soldi visto che la sterlina “saccagna” l’euro di mazzate e la vita oltre Manica non è proprio a buon mercato), Londra rimane sempre e comunque la scelta giusta.

  • Non è mai uguale a se stessa. Sì, ok!, la sua riconoscibilissima architettura è inconfondibile e la farebbe rintracciare facilmente anche se l’intera area venisse teletrasportata in un diverso continente, ma ogni volta che ci si torna, c’è un grattacielo nuovo, un’istallazione di qualche artista emergente o un nuovo quartiere da frequentare. Di Londra non ci si annoia mai e ogni viaggio è verso un luogo conosciuto solo a tratti.
  • E’ energia pura. Con il numero impressionante di residenti, di lavoratori pendolari che arrivano dall’area metropolitana, il numero folle di turisti che visitano le sue attrazioni in qualsiasi periodo dell’anno, Londra sprizza energia e vita da tutte le parti. E’ il giusto mix di frenesia e immobilità. Per strada ognuno può trovare il ritmo con cui passeggiare senza infastidire gli altri o esserne infastidito. Chiunque può trovare qualcosa che possa interessargli, catturare l’attenzione, appassionare o impressionare. Il poeta Samuel Johnson disse che chi “è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra c’è tutto ciò che la vita può offrire” e penso avesse proprio ragione.
  • Gli inglesi si fanno gli affari propri anche e soprattutto in materia di apparenza e abbigliamento. Si può andare in giro vestiti come beduini nel deserto, come cheerleaders americane, come punk rimasti agli anni d’oro dei Sex Pistols o come moderne Platinette alla fiera del kitch e nessuno farà caso a te. La prova evidente di tutto questo è come gli inglesi riescano ancora a portare rispetto verso una regina che ritiene quei terribili cappellini colorati eleganti al punto giusto da sfoggiarli in tutte le occasioni importanti (e per “occasioni importanti” non si intendono Carnevale o feste a tema varie). Trovo che questo tripudio di “ugly chic” sia davvero liberatorio.
  • Al British Museam c’è un moai e, anche se è vietato, io l’ho toccato (mhwauauauauauauau!!!).
  • Adoro il cibo inglese che si mangia nei pub caratteristici. Chissenefrega della pasta, della pizza, del sushi, dell’aragosta e del cibo fusion, degli chef famosi o della trattoria sotto casa della Zia Pinetta. Datemi hamburger e patatine (quelli veri, non quelli del Mc Donald’s, intendiamoci), datemi i fish ‘n chips, datemi birra a fiumi e tanto, tanto ketchup (…e poi datemi tanta e tanta cellulite e qualche taglia in più…)!
  • La gente, la stessa gente del punto 3, non si sorprende di nulla e non ha crisi di panico per chi va in giro a fare fotografie in cui potrebbero essere ritratti. Per me che adoro la street photography è un paradiso. Più avanti ho inserito qualche esempio delle foto scattate durante l’ultima visita.
  • Tutto è rosso. E’ divertente, caldo, acceso, vivo, …natalizio anche in estate!!! Londra è rossa e io adoro il rosso.
  • Londra è il mix giusto tra passato e futuro. Un’atmosfera vittoriana la pervade e strega chiunque ami certi generi letterari e cinematografici. Non si può sfuggire. Tutto sembra cristallizzato ai tempi della Regina Vittoria e del Principe Alberto. Tutto è ferro battuto, merletti, specchi, candele, tovaglie preziose e rinnovamento gotico. Ma tutto è perfettamente contrapposto e bilanciato dall’incredibile sviluppo artistico, tecnologico e architettonico dei quartieri più moderni e delle grandi opere urbane. L’Eye of London, il Millennium Bridge, il nuovissimo The Shard sono impressionanti, bellissimi e perfettamente integrati con il resto del paesaggio. Nulla stona e nulla eccede!
  • Gli inglesi sono cordialissimi. E’ vero che si fanno gli affari propri (punto 3 e punto 5!), ma se si chiede aiuto sorprendono per la gentilezza e la disponibilità nei confronti del prossimo. Sempre con il sorriso, sempre con modi impeccabili che si chieda al businessman della City, alla vecchina che sta tornando dal supermercato, allo studente che si prepara per gli esami bevendo un caffè da Starbucks o (mi è capitato anche quello) al senzatetto prodigo nel tenere da parte malintenzionati e ubriachi senza volere nulla in cambio. Noi e la nostra “ospitalità mediterranea” non siamo sicuramente così educati e aperti. Non raccontiamoci palle…
  • Sotto la Torre di Londra, all’ombra del Tower Bridge, ci sono i Saint Katherine Docks. Il pranzo al Dickens Inn, il giro tra le barche ormeggiate, il caffè all’ombra di un salice piangente, lo sguardo alle splendide terrazze che sovrastano il porticciolo… quello che per me vale un viaggio nella capitale britannica. Un posto dove devo tornare ogni volta perché ogni volta mi affascina in modo nuovo.
  • Un momento di raccoglimento davanti al Cartone di Sant’Anna di Leonardo da Vinci alla National Gallery. L’opera d’arte preferita da mia mamma, il legame tra me e lei in questa città che non ci è ancora capitato di visitare insieme e l’originale della riproduzione che mia nonna tiene sopra il suo letto e che per anni ho osservato senza capire perché le piacesse tanto. Un attimo in quella stanzina buia dove tutte le luci sono per il disegno e tutto si è fatto più chiaro. Lo stupore negli occhi di chi ti accompagna e lo vede per la prima volta e in cui si riconoscono le proprie, intense emozioni.
  • Gli scoiattoli che ti salgono sulle gambe se ti siedi per terra nei parchi. Per una zoofila come me, gli scoiattoli dei parchi cittadini, così abituati all’uomo da mangiare dalle sue mani e camminarci sopra, sono una specie di contatto con il paradiso. Immancabili visita in tutti i viaggi a Londra e scusa per rilassarsi qualche ora prima della ripresa della visita.
  • Il “Mind the gap” in metropolitana. Il messaggio di avvertimento di prestare attenzione allo scalino tra il treno e la banchina è qualcosa che non posso fare a meno di ripetere nella testa ogni volta che lo sento. “Mind the gap”. Sapete con quanti accenti riesco a dirlo?!?!? Non credo! Ossessivo e compulsivo!
  • Chi lavora a Londra consuma la propria pausa pranzo nei parchi o in riva al Tamigi… Come altre grandi città europee, il verde cittadino è luogo di incontri e di vita quotidiana, e non solo per bambini e adolescenti, pensionati e badanti. Per questo motivo e per il patriottismo che li caratterizza (altro elemento in cui noi italiani pecchiamo clamorosamente), la città e i suoi parchi sono puliti e rispettati e ci si può sedere tranquillamente in un prato o camminare su un marciapiedi senza prima fare una radiografia al carbonio-14. Lo trovo un grande gesto di civiltà!

Per tutte questi motivi, lascerò passare qualche mese per ricominciare a stressare chi di dovere con la necessità di tornare a Londra e preparare un elenco di tutte le cose che non siamo riusciti a vedere nell’ultima vacanzina e che proprio necessitano di essere mostrate alla sottoscritta.

_MG_3816-5

_MG_3831-6

_MG_3792-2

_MG_3850-7

_MG_3858-8

_DSF5829-12

_MG_3952-15

_MG_3946-14

_MG_3957-16
_MG_3746-1
_DSF5822-1