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Un anno dopo…

Ogni anno ci metto mesi a scrivere il post sul viaggio estivo precedente.

Perché cambiare proprio ora.?!?

Dopo l’Africa e l’America del Nord avevamo tanta voglia di Europa.

E allora Loira, Bretagna, Normandia, Parigi.

Un viaggio che ci ha sorpreso per la potenza di quello che abbiamo visto.

Pensi di conoscere tutto perché sei vicino a casa e invece tutto è così diverso da vincere e da sorprenderti completamente. Diverso anche dalla volta precedente in cui l’avevi visto…

Ed è troppo per parlarne, per scriverne.

Troppa storia, troppi incontri, troppi luoghi, troppi gusti, troppi…

E il clima che è il padrone di tutto. Che cambia la tua giornata, che cambia le tue prospettive. Così imprevedibile, così potente. Sole, vento, acqua… e poi ancora sole. Splende, scalda, si fa desiderare, arriva e sparisce di nuovo lasciandoti in balìa del freddo e della pioggia.

Potrebbero nascere tanti racconti, tanti temi.

Non so neppure scegliere le foto.

Dopo un anno alcuni ricordi sbiadiscono, altri emergono prepotenti.

Che emozione devo seguire?

 

 

 

E’ sempre il solito “parto”!

Ogni anno torno dalle vacanze estive e inizio a pensare a quelle dell’anno successivo.

Aspetto, per decenza!!!, gennaio e poi inizio con il terrorismo psicologico su mio marito: “Dove vuoi andare l’estate prossima?”, “Preferiresti questa meta o quest’altra?”, “A proposito di quel posto che ti piacerebbe tanto vedere, conosco un tale che lo ha visitato proprio l’anno scorso e mi ha detto che è bellissimo; b-e-l-l-i-s-s-i-m-o!!!”, etc. etc. Se non viene mostrato adeguato entusiasmo verso le mete proposte e le notizie sciorinate, mi offendo tantissimo e inizio la mia particolare campagna di sensibilizzazione denominata “siamo a febbraio e ancora non sappiamo cosa faremo ad agosto!”.

Si intuisce il disagio che vive il mio consorte, che subisce più o meno passivamente questa sorta di persecuzione e si ritrova a dire nomi di luoghi a caso giusto per farmi placare.

Ma il peggio deve ancora venire: appena il poveretto nomina qualche destinazione che mi ispira, parte la fase B del piano: le prenotazioni!
Normalmente si inizia con gli hotel. Nella sede italiana di Booking.com hanno una mia fotografia con la scritta “togliete la connessione a questa donna!”. Mi faccio un’idea di massima del giro che potremmo fare e poi prenoto, prenoto, prenoto.

A marzo si guardano i biglietti aerei o, come capitato quest’anno, i treni.

Ad aprile parte la caccia all’auto da noleggiare.

A maggio, mi sono già stufata e sono alle prese con il viaggio/regalo per il compleanno di Federico (nda: il compleanno è a metà ottobre…).

A giugno azzardo ipotesi per l’estate successiva e intanto inizio a studiare bene-bene le guide e a pianificare le visite.

A luglio arrivo sui gomiti per la stanchezza accumulata nel resto dell’anno e mi pento amaramente di aver deciso la meta estiva all’inizio del nuovo anno, in genere dopo quindici giorni di riposo lavorativo.  Sono naturalmente portata a scartare a priori tutti i posti in cui lo sforzo maggiore richiesto è passare dal letto al lettino e viceversa; dopo 15 giorni in casa a preparare (e mangiare!!!) i pasti delle feste natalizie e a guardare film e serie in tv perchè fuori piove e fa freddo, in genere sogno sfacchinate pazzesche e itinerari da 3000 km alla volta. Se scegliessi a luglio probabilmente finirei da tutt’altra parte!!!

Ad agosto, superato il caos da “devo finire tutto al lavoro, fare le valigie-no ho portato troppo-ecco questo lo posso lasciare giù-ma anche no perché potrebbe rendersi utile-qui non di chiude più nulla, portare i gatti da mia mamma, chiudere la casa, salutare gli amici e i parenti tutti e litigare con mio marito (litighiamo prima di qualsiasi partenza… ma succedeva anche con mia mamma ai tempi delle vacanze con i genitori e, a questo punto, penso proprio di essere io!)”, arriva il momento di andare e di accorgermi che, ancora una volta, non ho scelto una meta rilassante!

Sicuramente stupenda, stupendissima, stupenderrima…. ma è sempre l’ennesimo tour de force!

Ergo, a settembre mi tocca cercare un posto dove andare a riposarmi per cancellare la stanchezza accumulata nelle ferie!

Da gennaio a settembre… nove mesi… praticamente un “parto”!

🙂

Volevo fare una bella foto impostata, di quelle che proprio non sono capace di fare... poi sono arrivati loro e hanno deciso che doveva essere molto più spontanea... tanto il
Volevo fare una bella foto impostata, di quelle che proprio non sono capace di fare… poi sono arrivati loro e hanno deciso che doveva essere molto più spontanea… tanto il “succo” è lo stesso.

PS: Come si può intuire dalla fotografia, quest’estate la creatura fa “Francia” di cognome e  “Loira Bretagna Normandia Parigi” di nome… è nata di 16 giorni e abbiamo scelto di averla con modalità ferroviaria/automobilistica!

PS2: la guida “Bretagna e Normandia” che si vede in foto non è mia ed è vecchia di qualche anno. Ho scoperto che non ne esiste più una come Dio comanda dedicata alla sola zona. La collana Lonely Planet ha raggruppato tutto (Parigi compresa) in un unico, pesantissimo tomo che tratta la Francia Settentrionale. Le Rough Guide (le mie preferite; prima Avallardi, ora Feltrinelli) non ne hanno mai avuta una. Non ci siamo per niente, p-e-r-n-i-e-n-t-e! Sono molto contrariata.