Basta poco (tempo) a Colmar!

Visitare l’Alsazia e la Foresta Nera mi ha creato qualche problema di coordinamento spazio-temporale. In sei giorni è come se fossimo stati in nazioni, secoli, luoghi diversissimi tra loro.

In ordine cronologico, per prima cosa racconterò qualcosa della nostra prima meta: Colmar.

Per farlo è necessaria una premessa sostanziale: qualche anno fa mia mamma è stata in Alsazia, è tornata e mi ha triturato le “cosiddette” in innumerevoli racconti estatici sul ridente e pittoresco paesino alsaziano.

Era come se il resto dell’itinerario non fosse pervenuto, quasi non ci fosse neppure stata. <E’ tutto così delizioso, meraviglioso, accogliente, etc…>, diceva… Ho tentato di avere informazioni anche su Strasburgo che, devo ammettere, mi incuriosiva molto di più, ma sono stata liquidata con dei laconici <<Ah, sì, bella; ma Colmar…>>.

Era proprio convinta e io, figlia modello (a tratti e, in genere, quelli sbagliati!) nella fretta di inventarmi all’ultimo un giro in questa parte di Francia al confine con la Germania che ho potuto fare, se non ascoltarla? E poi, anche su internet ne parla chiunque benissimo e le foto che la ritraggono sono davvero deliziose. Quindi, al momento di prenotare i pernottamenti, ho squilibrato totalmente il giro fermandoci tre notti lì e sacrificando il tempo da dedicare al vicino capoluogo.

Ecco, la prossima volta farò come quando ero una ragazzina disordinata e mia mamma mi diceva continuamente di sistemare camera mia: non l’ascolterò!

Innanzitutto, Colmar è uno dei tanti luoghi a cui ci si appella con l’espressione “la Venezia del…” (Nord, in questo caso!). Io, queste simil Serenissime disseminate per il planisfero non trovo mai assomiglino all’originale. Non me la ricordano neppure vagamente. Sì, ok, ci sono dei canali… bene! Chissene?!? Anche sotto casa mia passa il Lambro… Lambro, appunto, non Canal Grande!

Colmar è molto bellina di suo, senza necessità di richiami ad altre destinazioni con cui non potrebbe competere per magnificenza, particolarità, atmosfera e, soprattutto!!!, numero di corsi d’acqua.

Va presa per quello che è: un paese da film Disney dove, nel centro storico, il tempo sembra essersi fermato.

Il nostro, in tre giorni fissi lì, direi “paralizzato”!

Per farla breve, partiamo a settembre verso nord, dopo mille avventure automobilistiche, cambi di programma e ritardi non dipendenti da noi (o forse sì, visto che ho rotto due automobili su due nell’arco di una settimana?!? Meglio non approfondire: gli animi e i portafogli sono ancora troppo provati!).

Arriviamo quasi in serata e andiamo a cercare un posto dove cenare. La cittadina ci piace: piccola, raccolta, illuminata e decorata così bene da proiettarci nell’atmosfera natalizia con mesi di anticipo. E a me il Natale e tutto ciò che comporta piace da matti, aumento del traffico a parte!

Proprio carina.

La giriamo al chiaro di luna e torniamo all’appartamento prenotato tramite Airbnb, la nostra prima esperienza di soggiorno tramite questo portale, a cui mi piacerebbe dedicare un post più avanti.

Tutto sa di Francia, anche la casa in cui alloggiamo; ed è un bene perché ne sono profondamente affascinata!

La mattina seguente, dopo una petit dejeuner da integralisti della materia, consumata in un localino carino da matti, iniziamo il nostro giro.
La città ci conferma l’impressione avuta all’arrivo. Tutto è curato, perfetto. Entusiasti scopriamo ogni angolo (e quando dico “ogni angolo”, intendo proprio “ogni angolo”, anse dei canali comprese) del centro storico. La sera rientriamo stanchi ma felici della bella giornata trascorsa.

La mattina dopo, il baretto dove avevamo “colazionato” il giorno precedente si fa trovare con le serrande abbassate! Maledetti! Non sanno che hanno perso due convinti clienti e che con la nostra ordinazione avrebbero potuto pagare una settimana di spese di gestione.

Lo stomaco brontola e noi non ci facciamo scoraggiare; troviamo un altro posto che ci ispira (una pasticceria/bistrot in cui il tempo sembra essersi fermato a 30 anni fa, ma non l’avanzare dell’età dell’adorabile proprietaria, probabilmente presente al momento della fondazione del paese, fondazione avvenuta per mano del Sacro Romano Impero…) e ci scofaniamo una favolosa fetta di torta alla ciliegia. E poi, di nuovo la vasca nelle vie principali di cui avevamo visto già tutto il giorno precedente.

Avanti e indietro; indietro e avanti!!!

<<Oh, guarda quello scorcio…>> <<…stupendo. Ci siamo già passati ieri di qui! E anche l’altro ieri.>> <<Uhm! -_->>.

<<Ci facciamo un selfie su questo ponticello?>> <<Ma ne abbiamo già millemila di foto qua davanti!>> <<“Sì, ma non con questa luce…>> <<Controlla nella macchina fotografica…>>  <<Uhm! -__->>.

<<Ohhhhhh, che bel negozietto! Ci entriamo?>>  <<E’ inutile. Lo hai già saccheggiato di tutto. Ora rimane solo l’arredo fisso che è scomodo da riportare a casa!>> <<Uhm! -___->>.

<<Oh, una via che non avevamo visto!>> <<Sì, invece!>> <<No, non è possibile!>> <<Ma quello non è il bar dove abbiamo bevuto il frullato ieri pomeriggio?!?>> <<Uhm! -____->>.

<<Oh, se andiamo di qui vediamo quel palazzo che è segnalato sulla guida ma che ieri non abbiamo trovato!>> <<Intendi quello alle tue spalle?!?>> <<Uhm! -_____->>.

<<Andiamo in barca sul canale?>> <<ANCORA?????>> <<Uhm! -______->>.

Dopo un paio d’ore accade l’inevitabile: il fatidico scambio d’occhiate, la richiesta di aiuto, l’idea geniale e la conseguente domanda che necessariamente ci saremmo dovuti fare con ancora le ciliegie in bocca <<E adesso?!?>> <<mah, forse potremmo andare per colline e cantine…..…>>…e prima ancora di terminare la frase, partiamo sulle ali dell’entusiasmo verso i vigneti e i paesini ai piedi del Massiccio dei Vosgi.

Su e giù, giù e su!

Qualche chilometro, otto ore e una felice degustazione di vino dopo rientriamo per cenare nuovamente in un tipico ristorantino scovato la sera precedente dove la cameriera aveva tentato di uccidermi con delle noci. Piccolo incidente a parte, il formaggio di capra dell’insalata e la tarte flambée si confermano essere una delizia per il palato e quell’attimo trascorso oziando al tavolino nella piazzetta centrale con il via vai dei turisti, la superba illuminazione artificiale, la perfetta temperatura di fine estate e l’ottima birra locale ordinata, si rivelerà essere uno dei ricordi più piacevoli di quella settimana europea.

Il giorno dopo saremmo partiti per la tappa successiva, Strasburgo, ce ne saremmo innamorati, io mi sarei mangiata le mani per aver dato ascolto a mia mamma invece che al mio istinto e avrei finalmente avuto la certezza che il mio animo è profondamente “urbano”, molto più di quanto sia romantico o fiabesco!!!

PS: non vorrei scoraggiare nessuno che intendesse visitare Colmar. La cittadina è davvero splendida, solo, per chi ama le città vere e proprie come me, penso possano bastare meno di tre notti…… il consiglio è di dedicare un giorno intero a Colmar, dormirci due notti, poi dirigersi verso Strasburgo passando per Riquewihr, Ribeuville, Obernai, Bergheim, senza dimenticare di fare una puntatina su qualche stradina panoramica del massiccio dei Vosgi, magari fermandosi al castello di  Haut-Koenigsbourg per delle foto panoramiche sulla valle. Inoltre, non perdete l’occasione (se la stagione è quella immediatamente prima della vendemmia), di fermarvi ad assaggiare dell’uva prendendola direttamente dalla pianta. Sono piaceri che non molti di noi hanno potuto gustare, specialmente se provenienti dalla città. Ci si sente un po’ come quando si è a dieta ma ogni buona volontà viene accantonata, si prende il vasetto di Nutella e ci si infila dentro il cucchiaio attenti, si tira su più crema possibile e si puliscono bene i bordi di vetro e gli angoli della bocca per non lasciare tracce.

16 pensieri riguardo “Basta poco (tempo) a Colmar!”

  1. Ciao ^_^ anche io ho “stazionato” a Colmar per 48 ore ed effettivamente è piccolina e la si gira in fretta. Non avendo l’auto a disposizione e complici pioggia&freddo abbiamo avuto modo di rifugiarci nei musei “tappando” così le ore morte. Però in tutta verità devo ammettere di essermi divertita, soprattutto nel museo del giocattolo che mi ha permesso di rivedere alcuni mostri sacri della mia infanzia targata primi anni ’80! Ma fammi capire…quella lampada così sfiziosa è ancora in vetrina? 😀 😀 Io ci sono stata ad aprile2016 e già era lì in bella mostra!
    Complimenti per gli scatti, sono fantastici!
    La tua metafora sulla Nutella dovrebbero inserirla come intro nei libri di antologia! 😉

    1. Pensa, tu vedi il mio articolo… e io no! Molto interessante! Disperso nei meandri della rete!!! Anzi, prima del tuo commento non avevo capito di averlo pubblicato. Pensavo di averlo cancellato per errore… mah…
      Grazie mille per le foto. Non è il genere che preferisco ma la cittadina si presta moltissimo. E sì, la lampada era ancora lì: mi piaceva da matti ma costava parecchio e mio marito mi ha convinto a non prenderla. Meglio, i gatti l’avrebbero usata come le sbarre da ginnastica artistica…

      1. Ma sai, dipende da dove vieni. Se lo fai in auto cone noi, allora viene naturale fare il giro classico Alsazia-Foresta Nera. Se ci devi arrivare in aereo e poi lì noleggi un’auto puoi fare la transfrontaliera (che non ho idea di quanto possa costare) e andare comunque a Friburgo (che a me non è piaciuta per niente… non dopo Colmar e Strasburgo). La cosa favolosa della Foresta Nera è appunto la foresta, più che le città. Però a me è piaciuta più l’Alsazia e, dovendo scegliere, partirei senz’altro da quella!
        Se dovessi organizzare, dimmelo che ti segnalo un po’ di posticini carini!

      2. quando farò questo viaggio nella foresta nera voglio vedere anche il lago di costanza e alcune città del sud della Germania, quindi devo per forza dividere i due viaggi se no non hai il tempo di recepire nulla

      3. io sono malata per la Germania, ho abitato a Colonia per un periodo e la Germania mi ha stregato. Mi sto tenendo da parte questi due viaggi per quando avrò un bambino piccolo.

  2. Non ho mai visto Colmar né i paesini che consigli di vedere. Non mi dispiacerebbe andarci durante il periodo di Natale, quindi mi fa piacere vedere che due giorni possono bastare. Anche io potrei tranquillamente arrivarci in macchina, quindi potrei aggiungere anche un giro nei dintorni.
    Buona serata 🙂

    1. Sì, sì… è moooolto natalizia. E pure molto bella!
      Secondo me, a Natale però ci perdi molto in paesaggio circostante. E’ una zona verdissima e vedere tutti i filari carichi di uva è fantastico e molto caratteristico. Così come non so quanto possa essere comodo andare su e giù per il Massiccio dei Vosgi in inverno, con le giornate brevi e il pericolo di neve e ghiaccio. Stesso discorso per la Foresta Nera…. sarebbe magica innevata, ma più scomoda da girare…..
      Insomma, ci sono sia pro che contro… da Milano ci si arriva in 4/5 ore… quindi, si fa tempo a tornare una seconda volta in un’altra stagione per non perdere niente. Dalla tua zona, credo ci si impieghi lo stesso tempo, no?

  3. Colmar e l’Alsazia, mi ricorda la Disney! ❤
    Sono bellissime quelle case a graticcio e i fiori alle finestre ed i canali e i locali dove mangiare dolci a volontà…. mi piacerebbe tanto girarla on the road! bellissime foto! 😀

    1. Grazie mille… 🙂
      E’ una location perfetta, in effetti, per un film della Disney…. tutto è delizioso e curatissimo. Di dolci non ne abbiamo mangiati tanti, ma abbiamo ampiamente compensato con formaggi, birra e vino… Sono ingrassata tre kg in una settimana!!!

  4. Sono passata da Colmar di ritorno da Parigi in macchina, e confesso di ricordare soprattutto un ristorantino delizioso in cui ho avuto la fortuna di cenare… per il resto, molto carina e piccina. Sono d’accordo con te: ci sono mille Venezie in giro, in teoria, ma in pratica nessuna può assomigliare all’originale 🙂

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