Vi porto a Porto

Del Portogallo potrei scrivere che è un Paese incredibile e che ho avuto la fortuna di girarlo dalla regione settentrionale dell’Alto Minho alle spiagge oceaniche dell’Algarve, oppure che le sue bellezze artistiche e naturali sono tra le immagini di viaggio più care che ho e che i suoi prodotti enogastronomici e la sua cucina tra le più gustose mai provate… tanti particolari già spesi per altri luoghi, altri racconti…

Eppure c’è una curiosità, un primato curioso che non riesco a spiegarmi e che lo ha reso unico e diverso da tutti gli altri: mi ha conquistata già dal primo giorno!

Io sono un’entusiasta di natura. Essere altrove, mi esalta, mi avvince, mi gasa da matti… se poi sono in Europa mi sento a casa e insieme lontanissima dalla realtà di tutti i giorni e questo connubio ha il potere di stordirmi, ma….

…MA…!

In tutti i miei viaggi itineranti, per me la prima tappa è sempre la più sfigata. E’ un peso, un ostacolo, un giorno buttato… E’ la paura di aver sbagliato tutto e di aver sprecato ferie e finanze, è la paura di deludere chi ho convinto a venire con me, è il momento di memorizzare chiaramente la cartina del posto per capire dove stanno polizia e ospedale (ve l’ho scritto nell’About me che sono ipocondriaca… e non scherzavo…)… Insomma, tendenzialmente è un giorno un po’ di “pupù”!!!

Sono stanca per il trasferimento, per la levataccia se sono partita all’alba; esausta e sfinita perché ho alle spalle un anno di lavoro e i giorni precedenti le vacanze sono sempre i più tartassanti perché voglio (devo!!!) chiudere tutto e passare le consegne; oppure distrutta per l’organizzazione del viaggio (e credetemi che è così anche se devo andare a San Marino: sono passata da una madre iperansiosa che ipotizza scenari catastrofici come neppure i  film di Emmerich sanno fare, a un marito ingegnere che mi controlla la valigia e mi sgrida se la disposizione dello spazio interno non è quello che ha previsto lui…); e poi ancora, perché magari non mi è proprio chiaro come spostarmi, dove trovare l’autonoleggio all’aeroporto e il parcheggio più vicino all’alloggio; finisco sempre per sfinimento nel primo ristorante che trovo e in cui, in genere, vengo spennata e mangio da cani… Insomma, il mio primo giorno è sempre quello più facile allo scazzo e alle fregature…

A Porto, sorprendentemente, non è stato così!

Anzi, è stato un primo contatto di meraviglia… ci siamo studiate e ci siamo piaciute…
Ho in mente il percorso per arrivare dal nostro hotel alla Ribeira, le risate con i compagni di viaggio, le prima stupide fotografie, il maglioncino comprato perchè il vento era fortissimo (maddai… in Portogallo??? Il vento??? Chi lo avrebbe mai detto?!?!?!), la chiesa davanti al nostro hotel (Hotel Do Norte… carino ma decisamente il peggiore della vacanza) e la stazione Bento e i primi contatti neanche poi troppo timidi con i famosi azulejos, la cattedrale e la vista sulla città… e finalmente i fantastici tre: il Ponte Luìs I, le cantine dell’omonimo liquore su una riva del Douro e la banchina della vivace e affascinante Ribeira sull’altra.

Che spettacolo!!!

C’era tutto… in un colpo d’occhio nulla che mancasse per realizzare il panorama perfetto.

Porto è bella, bellissima, fantastica…. è il primo posto in cui tornerei se potessi ripartire per il Portogallo ma attenzione, non è una città per tutti!

E’ sicuramente la città per me che amo tutti i luoghi di approdo (Genova, Valletta, Marsiglia, Istanbul, Barcellona, per citarne alcuni), ruvidi, celati, prudenti, sporchi, decadenti, sospettosi…  naturalmente impegnati a difendere il proprio territorio e a scoraggiare chi arriva, indipendentemente si tratti di conquistatori che vogliono depredarli delle loro ricchezze o di turisti che vogliono solo trascorrere qualche giornata piacevole, scattare un po’ di fotografie e poi tornare a casa per raccontare cosa hanno visto.

Porto è una città “contaminata”: mischia la maestosità e l’eleganza di alcune zone con la fatiscenza e la decadenza di altre.

Dal meraviglioso Ponte Luìs I, gioiello urbanistico di una grandiosità raramente uguagliata, dietro un agrumeto si intravedono quartieri poveri che ricordano più le favelas brasiliane che i grandi viali delle principali città europee; qua e là si notano edifici abbandonati e lasciati “a morire” accanto a palazzi interamente ricoperti dalle tipiche ceramiche bianche e blu.

Anche la gente che la abita è come la sua architettura. Insieme ai benestanti e ai turisti che occupano i tavoli dei locali della Ribeira, si possono scorgere bambini che vengono lavati dalle mamme nelle fontane delle vie secondarie o anziane signore che cucinano sardine su improvvisati barbecue in mezzo alla strada, abbigliate di grembiuli e pantofole…

Il verde dei suoi agrumeti in centro città, le barche tipiche sul Douro, l’ordine delle cantine del celebre liquore, la vita notturna della Ribeira, i sei ponti ricchi di storie e di genio urbanistico visti durante il giro turistico sul fiume, la sua particolarissima stazione, il primo approccio al suo cibo delizioso, la colazione consumata tutte le mattina in un baretto scrausissimo vicino all’albergo, i gatti randagi che sono un po’ di tutti coloro che si perdono ad accarezzarli e coccolarli, la degustazione di porto e cioccolato, la funicolare e la cabinovia, i vicoli e gli scorci della città sconosciuta, la casa più stretta d’Europa costruita per fregare il catasto e permettere la costruzione di due chiese che non sarebbe dovute essere confinanti, la famosa “Casa Oriental” che purtroppo ho trovato chiusa, il binario del tram che finisce contro un palo, l’oceano poco più in là ed il cielo con le sue nuvole che corrono così veloci che a volte ti chiedi se le hai veramente viste o è stata solo un’impressione….

Tutto lì è vita, è colore, sapore, profumo… ma, sopra ogni altra cosa, contraddizione e ai miei occhi è ciò che ha reso questa prima volta “speciale”.

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23 pensieri su “Vi porto a Porto”

  1. E’ bruttissimo quando una città non è quella che ti aspetti… ma penso che sia molto soggettivo. Ad esempio, a me non piace Genova. Ho un vago (mica tanto) ricordo della tua ipocondria al momento della partenza… XD

  2. Hai fatto una recensione super e di conseguenza mi sono già innamorata di Porto e delle tue fotografie sempre splendide (tra l’altro adoro bere il Porto! 😉 ).
    Il primo giorno di vacanza in terra sconosciuta è sempre “una scoperta” e neppure io lo spendo per come dovrei, a volte addirittura pentendomi a priori della scelta fatta. Puntualmente l’ultimo giorno non vorrei mai andar via ….
    Bellissimo post …. mi è piaciuto assai.
    Grazie per la condivisione, un bacione
    Affy

    1. Ehhhh, hai mai assaggiato la ginja? O ginginja? Io sono tornata a casa dal Portogallo, ho adottato una gattina rossa e l’ho chiamata Ginja proprio in onore del liquore alle amarene bevuto a litri durante la vacanza…. provalo Affy…
      (Grazie delle belle parole… ti abbraccio sempre calorosamente! )

  3. Sono stata in Portogallo tanti (troppi) anni fa, ma è un paese che mi è rimasto nel cuore. Ho un ricordo stupendo di Porto, dove mi piacerebbe tornare, per viverla con un’altra consapevolezza.
    La tua descrizione è bellissima.
    (e pure io dovetti acquistare un maglioncino al volo per il freddo!)

      1. Già viva, viva, viva le vacanze! Ho fatto anch’io una bella vacanza pur se “a singhiozzo giro in giro” ma mi sono riposata e divertita!
        A presto … ci rimettiamo al lavoro adesso!
        Un mega abbraccio 🙂

  4. Ma che bella Porto nelle tue foto! Molti anni fa ho girato da nord a sud tutto il Portogallo ma Porto mi manca.. Spero di poterla vedere presto! Intanto torno a Lisbona fra due mesi 🙂

    1. Devi farlo… è bellissimo e….buonissimo!
      Sai quanti post interessanti potresti scrivere con le loro ricette?
      E magari così io potrei tentare di cucinare qualche piatto tipico (se mi scrivi come farlo!!!)…

  5. foto bellissime! Conosco bene il Portogallo, ho visto Lisbona, Sintra, Evora, Sagres, Sines, l’Alentejo, Faro e tutto l’Algarve… ma non Porto!! sfrutterò spero presto il volo low cost dalla mia città (Bergamo) 🙂
    a presto

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