Stomp… alias come far suonare una scatola di fiammiferi!

Devo farlo, devo recensirlo al volo se no l’adrenalina e la carica che mi ha trasmesso non mi faranno dormire per giorni.

Stomp.
STOMP.
S.T.O.M.P.

Stomp

Cos’è?!?

È una curiosità nata qualche anno fa mentre ero a casa di mamma. Era sabato, primo pomeriggio. Eravamo in cucina (e mai luogo è stato più appropriato per questa scoperta!!!). Lei lavava i piatti, io chiacchieravo di cose inutili, come sempre… E poi il TG ha mandato il solito servizio su musica/spettacolo/cinema firmato da Mollica che è un po’ come me: gli piace tutto! La differenza è che lui viene pagato e quindi dovrebbe anche prendersi la responsabilità di salvarci da qualche mediocre oscenità, dichiarando che si tratta di ‘una cagata pazzesca!’ (Fantozzi docet) e io invece recensisco solo posti, eventi, esperienze che mi hanno entusiasmato perchè la vita è troppo corta perchè per diletto la sprechi parlando di una cosa che non mi è piaciuta o mi ha lasciato indifferente!

Anyway…
Eccoli lì alla tv gli artisti di Stomp… ed eccola lì la curiosità di vederli.

Li ho persi per quell’anno e per gli anni a venire fino a qualche mese fa quando, sfogliando le pagine online di Ticketone, li ho trovati!!!

Sono tornati in Italia!

Niente Milano… Delle mete per me papabili, solo Torino o Bergamo. Ho scelto Torino perché mi servo di ogni buona scusa per tornare in questa città che amo tantissimo.

La data è arrivata e lo spettacolo è stato stratosferico!

Sei ragazzi e due ragazze. La compagnia originale. Una delle compagnie originali, per essere sincera e precisa. Un palco su due livelli (un doppio palco), una scenografia mooooolto underground, luci psichedeliche e costumi ‘da strada’.

Una compagnia nata in UK da Luke Cresswell e Steve McNocholas e che in vent’anni si è rinnovata e ampliata in diversi gruppi e ha fatto più volte il giro del mondo. Qui il sito per video, foto, informazioni e date dei tour.

Ritmo, energia, ironia, danza, musica, qualche fisicata al posto giusto (che non è mai di troppo!)… tanti spettacoli in uno spettacolo. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno ha la sua formazione e la sua attitudine. Il colore della pelle è diverso, la forma degli occhi pure. Qualcuno fa break dance, qualcuno balla, qualcuno recita (senza parlare), qualcuno coinvolge. Tutti fanno un gran fracasso… ma sempre armoniosamente a tempo.

Hanno suonato con pentole, coperchi, scatole di fiammiferi, secchi, scope, segatura (come si può suonare della segatura?!?!?), palle da basket, accendini (io per accedermi una sigaretta a volte mi braso la punta delle dita senza riuscire nell’intento e questi accendevano e spegnevano accendini a rotellina a tempo e in sincronia tra loro), cartelli stradali, tubi, sacchetti di plastica e di carta, giornali, lavabi, carrelli della spesa…

Presa ad andare a tempo con il battito di mani e di piedi chiesto al pubblico in determinati momenti, mi sono ritrovata a fare qualche pensiero assurdo:
1) non guarderò mai più un carrello della spesa con gli stessi occhi,
2) indipendentemente dal fiato e dalla abilità dei ballerini (se così si possono definire perchè in effetti mi hanno ricordato più una street crew che non un corpo di ballo vero e proprio), questi hanno avuto un’idea geniale… geniale!!! Perchè a me non ne vengono mai?!?
3) a chi assomigliavo nella mia posizione plastica di ascolto/osservazione dello spettacolo con tanto di sorrisino ebete? Molto semplicemente a Raffaella Carrà durante le blind audiction di The Voice of Italy. Ho provveduto immediatamente a togliermi quella espressione cazzuta dalla faccia!

Stomp
…ho dovuto mettere una foto perché l’espressione è particolarmente espressiva!!!

A parte la paresi mimico facciale che mi ha colto, ho ballato con loro sulla mia sedia, ho applaudito come una forsennata quando me lo hanno chiesto, ho giocato quando hanno interagito con noi, ho riso quando hanno mostrato il lato più comico dello spettacolo, e li ho amati per tutto il tempo.

Ieri era l’ultima data del tour italiano e quindi che altro posso dire se non che spero tornino presto?!? 😉

5 pensieri su “Stomp… alias come far suonare una scatola di fiammiferi!”

  1. Quando ho scoperto dello spettacolo (e sono di torino, shame on me) erano rimasti dei posti scamuffissimi, quindi, anche quest’anno, li ho persi. La prossima volta spero di svegliarmi prima!

Qualcosa da commentare?!?

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