Il richiamo di Londra

Appena terminato il romanzo di Galbraith/Rowling, rimangono due desideri: leggere il prossimo capitolo di quella che si preannuncia una saga noir che ci terrà compagnia per gli anni a venire e, soprattutto, volare a  Londra, che qui appare affascinante e ammaliante più che mai, per scoprire i luoghi palcoscenico di questa avvincente storia (in realtà ogni scusa è buona per questo, ma è utile cercare sempre nuove ispirazioni!!!).

Il romanzo si apre con la morte di una famosa top model che cade dal balcone del suo lussuoso appartamento in uno dei quartieri più chic della capitale inglese. Visto il carattere, la professione, le frequentazioni e la dipendenza da droghe e alcol, la polizia e la stampa attribuiscono la morte ad un drammatico suicidio, interrompendo prematuramente qualsiasi indagine. Non è della stessa idea il fratello adottivo della vittima che non crede alla tesi più ovvia e che quindi ingaggia un detective privato per scoprire cosa sia successo quella notte.

Così entra in gioco il protagonista della storia, Cormoran Strike, veterano di guerra, con un passato, un presente e, a primo acchito, un futuro cui la vita ha dato poco e tolto moltissimo. Un re dell’autodistruzione, dei legami pericolosi e delle scelte sbagliate. Vedendo nella proposta del ricco cliente una possibilità di pagare qualche affitto e non pensare alla propria disastrosa esistenza, Strike inizia ad indagare sulla morte della modella rivelando via via retroscena sul caso che non avrebbe mai pensato di trovare.

A fianco a lui, c’è Robin Ellacott, segretaria ‘interinale’ che si rivelerà preziosa sia per l’indagine in corso sia per ridare al protagonista una parvenza più umana e civile.

Ecco quindi il plot… di sicuro non da cardiopalmo,  ma che mi ha fatto affezionare fin dalle prime pagine ai protagonisti della storia, così diversi e non convenzionali.

Inizialmente l’identità dell’autrice, che ha scritto con lo pseudonimo di Robert Galbraith, doveva rimanere segreta. Ma poi quando, nonostante le ottime critiche, le vendite si sono rilevate davvero basse… puff…. una strana ‘fuga di notizie’ della stampa ha rivelato che dietro lo sconosciuto esordiente altro non c’era che la Signora della Magia per ragazzi (e non solo!). Il libro è diventato immediatamente un bestseller in tutto il mondo e l’autrice si è messa a scrivere il secondo capitolo che è atteso per giugno 2014 e che dovrebbe intitolarsi The Silkworm (in italiano ‘Il baco da seta’).

Ma vengo, finalmente al vero punto della questione: la Rowling ci aveva già parlato tante volte della City in Harry Potter (URRA’!!!) ma la Stazione di King’s Cross St. Pancras e il suo famoso binario 9 e 3/4, Private Drive a Little Whinging (che in realtà non si chiama così ed si trova nella contea del Berkshire, ma non ci interessa!) e di Diagon Alley situata nel Victorian Market  di Leadenhall non hanno nulla a che vedere con quella raccontata nel Richiamo del Cuculo. Questa Londra è ipnotizzante, sensuale, contaminata, patinata e impietosa. Le vicende si spostano in continuazione dall’attico nel lussuoso quartiere di Mayfair da cui cade Lula Landry, al caos multietnico e psichedelico di Soho, al lussuoso Chealse con le sue residenze perfette e così British, ai locali dell’East End che esistono realmente e che si possono vedere cercandoli in rete (qui trovate qualche foto).

Questa città che si divide dalle stelle alle stalle, è la capitale dei noir, di Jack lo Squartatore, delle indagini di Scotland Yard, di Sherlock Holmes. È paradiso e inferno insieme. È il doppio volto di una città che si potrebbe visitare mille volte ma che avrebbe comunque degli scorci segreti e delle atmosfere da vivere. E’ il luogo in cui ognuno può recarsi per cercare quello che vuole trovare, che appaga la fantasia di chiunque abbia voglia di vederla ogni volta sotto una luce diversa, di chi la sappia amare e ‘sentirla’ anche solo dalle pagine di un buon libro.

Quindi, buona lettura e buon viaggio!

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3 pensieri su “Il richiamo di Londra”

  1. Et voilà … che bella recensione hai fatto, si capisce che questo libro ti ha catturata! 🙂
    Hai notato che quando un libro ci piace, pure se è un tomo bello consistente, non ci pesa minimamente leggerlo? Se la trama mi piace, è avvincente dimentico pure il sonno … ‘nnaggia!
    A proposito …. non so se appartiene a te il dito ma “complimenti” per lo smalto!Ehehehehehe 🙂
    un abbraccio

    1. Ohhhhhh… speravo che qualcuno notasse lo smalto!!! Pois degradè (così mi hanno detto!!!)!!!!!!… che chicca, nè?!? Sì, il libro mi è piaciuto: la trama sta in piedi, la scrittura è fluida, la città è quella del cuore… cosa si può volere di più?!?!?

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