#MyTravelRulez… molte idee e per niente confuse!!!

Eccoci qui, ad accettare l’invito arrivato da The Food Traveler (blog che adoro!!!) di partecipare a #MyTravelRulez, ideato da Daniela sul suo The Daz Box. Grazie Daniela per l’idea. E’ davvero molto carina!

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Sono felice che a propormi di partecipare sia stata proprio Silvia perché leggendo le sue regole, le trovo davvero molto vicine alle mie. Diciamo che è autistica quanto lo sono io… (Silvia-cara, dovremmo farci seguire dallo stesso medico, magari ci fa uno sconto e con quello che risparmiamo andiamo da qualche parte di carino!!!).

Io non ho “regole” ma “punti fermi”. Imprescindibili! Non riuscirei a fare diversamente perché sarebbe come farmi violenza. Ci ho provato ed ho fallito. Alla fine mi sono arresa: questo è il MIO modo di viaggiare. Penso che il tempo libero e l’uso che ne facciamo sia sacro. Al lavoro posso accettare che mi si dica di fare qualcosa, ma quando lo faccio per mia scelta e per me, tassativamente no!

Mi lascio trasportare dalle mie manie e da una forte impronta personale che, pur sapendo che non è quella “giusta” in senso universale, è quella che va bene per me.

Ecco qui un elenco di cose, abitudini e atteggiamenti indispensabili quando viaggio:

  1. pianifico tutti i viaggi con un anticipo pazzesco. Ci sono amici che devono partire tra due settimane sapendolo da mesi e ancora non hanno il biglietto aereo o non hanno scelto l’hotel. Io devo partire tra nove mesi e so già cosa prendere per colazione in quell’hotel in cui soggiornerò. Facciamo un esempio pratico: siamo a inizio febbraio e io ho già, in un modo o nell’altro, fissato e prenotato i prossimi 5 viaggi o gitarelle fuori porta…. l’ultima delle quali avrà effettivamente luogo nella seconda metà di ottobre prossimo. E, se proprio vogliamo dirla tutta, ho già un’idea per il viaggione dell’estate 2018… se Trump non chiude le frontiere anche per gli italiani e/o io non finisco definitivamente tutti i soldi!!! 🙂 Perché lo faccio? Perché mi piace! Perché la pianificazione del viaggio è essa stessa viaggio. E perché così risparmio un po’ e prenoto i posti migliori… e qui passo al punto successivo…
  1. Non dormo in ostelli, non divido camerate, non dormo (quasi mai) sui divani degli amici (neanche divani letto), non divido la stanza con i figli piccoli di nessuno, non dormo su un pullman che mi sta portando a X km di distanza (a meno che non sia necessario), non dormo in “topaie”, non dormo in periferia (non perché abbia qualcosa contro la periferia, ma perché devo risparmiare tempo sugli spostamenti verso i luoghi di interesse), non dormo (se posso) nelle catene alberghiere stile Ibis o compagnia bella. Sì, sono una pigna nel sedere, lo so, ma non l’ho fatto quando avevo 20 anni, figuriamoci se inizio a 35! Mi piace la comodità (non il lusso… ma solo perché non ho i soldi per permettermelo), la pulizia, la centralità, la peculiarità e l’intimità. Non ho grossi problemi a dividere un bagno, ma se posso scegliere, anche spendendo qualcosa in più, sicuramente sceglierò la stanza con servizi privati. Mi piacciono tantissimo i B&B, più che gli hotel, e mi piacciono quei posti dove la colazione la si prende al tavolo con altri ospiti sconosciuti… Alcuni ricordi più belli dei viaggi passati riguardano proprio gli scambi con persone che vengono dall’altra parte del mondo e che, come te, al mattino hanno solo una cosa in mente… mangiarsi più panini con burro e marmellata possibili!!!
  1. Fede ed io, in genere, viaggiamo soli  e con un’organizzazione fai da te, però non abbiamo problemi ad affidarci (che è un termine e un concetto che mi piace da impazzire) a tour operator locali o a un amico italiano che è consulente di viaggi per le prenotazioni un po’ più “articolate”. Non mi sento meno “viaggiatrice” quando lo faccio! Per godermi l’esperienza devo sentirmi sicura. E non ovunque, senza le giuste dritte o il giusto accompagnamento, mi sento tale. Leggo molto spesso che chi scrive travel blog ha girato in lungo e in largo il sud est asiatico a bordo di improbabili mezzi di trasporto senza grossi preoccupazioni né patemi d’animo. Io in Asia non sono mai stata (ad eccezione della Turchia, ma non è la stessa cosa) però sono stata tante volte in Africa e lì, da soli, non sempre si può girare. Fermo restando che ci sono luoghi e luoghi, a volte si percepisce di essere fuori posto anche quando si è accompagnati da una guida e si mette il massimo rispetto nel porsi con le persone del luogo. In questi casi, spendendo anche qualcosa in più, “adattamento” e “basso profilo” significano esattamente il contrario di quello che significano generalmente.
  1. Le esperienze si vivono con tutti i cinque sensi. Uno di quelli che amo di più è il gusto. Viaggiare significa anche assaggiare, anche quando ciò che si trova davanti non è una cosa che abitualmente si metterebbe nel proprio piatto. Salvo problemi di allergie alimentari (e io, ahimè, ne ho tante), assaggio tutto quello che mi viene proposto… tanto poi ho la scorta di medicinali che neanche all’ospedale di Niguarda…
  1. Compro sempre lo stesso genere di souvenir: una calamita per regione/città che visito e una matita per museo/mostra. Ho il frigorifero (di tipo americano… grande, grandissimo!!!) pieno delle prime e mug (comprate sempre all’estero) delle seconde. Mi piacciono tanto. Le colleziono e le custodisco come fossero un tesoro prezioso. Se posso, inoltre, compro un quadretto da un artista locale, non necessariamente un quadretto che ritragga la città. Basta un particolare o qualcosa che ricolleghi l’opera al viaggio fatto. Abbiamo quasi finito le pareti a casa e poi sarà un dramma!
  1. Cerco di fotografare sempre un gatto in ogni luogo in cui vado. Gatti veri e artefatti che li rappresentano. Sono dei portafortuna ed è anche questa una collezione, a suo modo.
  1. Non dimentico mai la mia macchina fotografica e non fotografo con il cellulare se non pochissimi scatti. Sono una purista della camera e di un certo tipo di fotografia. Difficilmente fotografo il cibo e mai lo condivido sui social network salvo ragioni particolari e imprescindibili (per esempio: a Marrakech non puoi non fotografare un bicchiere di tè alla menta preso in qualche caffè incrociato nei souk. E’ come fotografare Piazza Jamaa el Fna. Lo fai, punto!).
  1. Pur essendo io la “regina dell’organizzazione” (come amano definirmi per prendermi in giro per il mio problemino mentale con le prenotazioni “folli”), difficilmente mi faccio dei veri e propri programmi di ciò che vedrò nei luoghi dove mi recherò in viaggio. Sì, beh, a grandi linee lo so, ma amo gli stravolgimenti dell’ultimo minuto sul posto per qualcosa che mi ha sorpreso e colpito di più di quello che pensavo avrei fatto. Sono molto possibilista e odio le scalette da battaglia così come il “devo vedere tutto-tutto”. Anche nei luoghi più sperduti, cerco sempre di lasciarmi qualche motivo per cui tornare. Non si sa mai…
  1. Non me ne frega nulla della differenza tra turista e viaggiatore. Io sono entrambe le cose, alternandole piacevolmente a seconda del luogo, del momento, della situazione e della mia predisposizione. C’è chi giudica snob o ignoranti i turisti ma anche distanziarsi completamente dall’idea di esserlo lo è. E’ un po’ incoerente e non mi piace esserlo. Inoltre rientrare e definirmi in qualsiasi “categoria” mi diventa subito noiosissimo.
  1. Ho il compagno di viaggio migliore del pianeta e non lo cambierei con nessuno al mondo. Ciò che conta, durante un viaggio, è il ritmo, la velocità con cui si “vaga”. I tempi sono fondamentali per vivere al meglio l’esperienza. Abbiamo provato abbastanza recentemente a condividere un viaggetto appena fuori porta con alcuni amici: l’esperienza è stata positiva ma mooooolto più faticosa del solito, quando di stancante non c’era proprio nulla. Ecco, il vero lusso dei viaggi che facciamo, è andarci con i nostri tempi e sapendo che condividiamo, oltre alla direzione, agli obiettivi e agli interessi, anche la cadenza con cui facciamo ogni cosa. Bisogna conoscere bene se stessi e chi ci accompagna, altrimenti anche esplorare il luogo più bello del mondo può diventare un vero incubo.

Ecco qui… ora passiamo alle mie “nomination”:

Francesca di Senza Zucchero Travel. Un punto di riferimento delle mie letture sull’argomento viaggi.

Marta di The LondonHer. Perché il suo blog è Great (…Britain, ma non solo).

Farah di Viaggi nel Cassetto. Perché l’autrice è deliziosa e non mi stanco mai di leggerla.

Sono molto curiosa di leggere le loro regole. Forza donne, forza! (…e ricordatevi di copiare la grafica del progetto nel vostro articolo!!!).

#TravelDreams2017

Caro Babbo Natale,

è vero che mi piacciono tanto i pacchetti da trovare sotto l’albero, la carta natalizia e i bigliettini di auguri, però potresti unire l’utile al dilettevole portandomi tante guide turistiche, ognuna accompagnata da una bella prenotazione per la meta a cui la guida è riferita. Io lo apprezzerei veramente molto.

L’anno scorso non ho partecipato alla bellissima iniziativa nata qualche anno fa da Farah, Manuela e Lucia, ma tu sei stato comunque bravissimo e mi hai fatto fare dei viaggi splendidi: Venezia, il Marocco, l’Alsazia, la Foresta Nera, il Monte Bianco e la Valle d’Aosta, Berlino… Che avrei potuto volere di più?!?

E’ stato un grande anno per i viaggi ma è passato e il mondo è ancora lì, tutto da scoprire. Immagino tu sia impegnato a cercare di capire quali siano i regali migliori per ciascuno di noi, pertanto io voglio facilitarti il compito. Almeno per ciò che mi riguarda! Prendi carta e penna e scrivi.

Prima però tengo a precisare che, se non troverai nella wishlist il viaggio della prossima estate, è perché sei stato così illuminato da averlo già fatto diventare una mezza realtà. Ormai è più attesa che desiderio. Giugno è ancora lontano, ma spero che il tempo passi alla velocità della luce e che il momento di chiudere la valigia e salire sull’aereo arrivi senza neanche che me ne accorga. Non ti ringrazierò mai abbastanza e, per dimostrarti che non sono un’irriconoscente, ho scelto cose fattibili e non troppo dispendiose a livello economico e organizzativo.

Al numero uno metto, pari merito, due minitour. Uno era anche nell’elenco del 2015, l’altro lo ho scoperto grazie all’esperienza di una blogger che seguo con passione.

A queste mete seguono due città dell’est Europa, una (in realtà due… poi ti spiego!!!) del nord e due dell’ovest.

E poi una zona d’Italia che, poverina, viene continuamente rimandata per ragioni pratiche e di tempo.

Pronto? Mi raccomando, non distrarti!

Ecco cosa mi dovresti prenotare:

la Romania. Sì, lo so… è ancora lì dal #TraverlDreams2015!!! Sono anni che mi attira e mi affascina ma per motivi vari non sono riuscita ad organizzarmi per andarci. Nel 2015, quando ero supermotivata!!!, è finita che abbiamo comprato casa, che siamo andati nel New England per tre settimane ad agosto, che è spuntato dal nulla un Marrakech e una Londra….. diventava veramente troppo: finiti i soldi, finite le ferie. Ma la terra di Dracula e dei monasteri di Bucovina mi è rimasta nel cuore e prima o poi prenoterò. Magari proprio quest’anno… E dai, Babbo… io ti porto un souvenir in tema film horror, ma tu aiutami!castelli-romania

Le Cotswold. Sarà che dell’Inghilterra, a parte Londra, ho visitato solo la zona sud di Canterbury, Dover e Southampton e, in giornata, Cambridge; sarà che la mia vena romantica mi porta ad immaginarmi al posto di Lizzie Bennet lì, nella brughiera inglese, in attesa di Mr. Darcy (Federico, come ti stanno panciotto e brache?!? Stasera li proviamo!); sarà, sarà sarà… sarà che ho una voglia matta di vederle! Tutta colpa di Francesca, ma caro il mio Babbino, non ti faccio pena?!? Non fare il tirchio, su! Con questa cosa della Brexit magari risparmiamo pure qualcosina…bibury-cotswolds-love-cottages

Praga. Io non ci sono mai stata, Federico sì. Questo è uno dei motivi per i quali ho rimandato così tante volte la visita di questa famosissima città, ma ora basta! E’ tempo di visitarla e di andare oltre. Non è una cosa seria non esserci ancora stata! Rimediare subito… su-bi-to! Carica le boarding pass sulla slitta e portamele!pragaBudapest. Dicono che la città delle terme sia splendida, una delle più belle di quella zona d’Europa. Meno turistica della compagna ceca, con tanto da vedere e tanto da fare ad un prezzo ancora molto abbordabile, sta lì e mi osserva da lontano. Anzi. Ci osserviamo a distanza reciprocamente. Vediamo se quest’anno avremo la possibilità di farlo più da vicino… In alternativo, puoi spedirmi a Cracovia… non mi offenderò!budapest

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Copenaghen.Come ben sai, ho già tentato di andare nella capitale danese, ma senza successo. Costava troppo e con i soldi che ho risparmiato su questa città, ho aggiunto dei giorni di viaggio in altre mete. Ora, non ti approfittare troppo del mio senso pratico e della morigeratezza che mi contraddistingue e non ridere che ti vedo anche se sei ancora in Lapponia! Concentrati sul fatto che mi piacerebbe tantissimo arrivare a Copenaghen, visitarla e poi prendere un treno per Malmo, in Svezia. Con 45 minuti di corsa si arriva di là. Insomma… in 3\4 giorni si vedrebbero due luoghi molto interessanti. Vedi?!? Due al prezzo (esorbitante) di una. Sono troppo magnanima!copenaghen

Madrid o Barcellona. La prima la amo, la seconda assolutamente no. In entrambe, per motivi diversi, ci sono stata un’infinità di volte, però sempre senza mio marito. Bene, come per Praga, serve un allineamento! Su! Forza e coraggio! Puoi scegliere quella che vuoi!ar-am587_madrid_gr_20160330113603

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Salento. Ecco, sì, lo ammetto: non sono mai andata nel Salento. Sono attirata fortemente da Lecce e dalle masserie, da Otranto e da Gallipoli. Il punto è che non simpatizzo molto per la vita da spiaggia e il caos da “ferie estive”. Dovrei andarci fuori stagione ma non mi si presenta mai l’occasione, anche perché vorrei fermarmici una settimana piena e, quando gli impegni lavorativi miei e di mio marito ci permettono di staccare contemporaneamente, finisce sempre che dirottiamo la nostra attenzione altrove. Ma mio adorabile nonnetto con barba bianca e vestitone rosso… se tu volessi rimediare…1467663770-gallipoli

 

Come vedi, caro il mio Santa Claus, non ho inserito delle mete che riguardano il resto del Mondo. La nostra “Big One” della prossima estate basta e avanza e non vorrei approfittare troppo del tuo buon cuore. Però, se tra il lusco e il brusco, decidessi che sono stata una bambina straordinariamente meritevole e, oltre a ciò che ho messo in elenco volessi mandarmi qualche altro piccolo cadeau, sentiti pure libero di farlo senza imbarazzo!!! Intanto inizia pure dai luoghi che ti ho suggerito e mi raccomando all’organizzazione… sai che ci tengo molto. Impegnati come se prenotassi da sola!!!

La tua sempre affezionata Elena.

PS: Babbuccio-bello, le foto che ti ho mandato non le ho scattate io… come potrei?!? A parte le destinazioni spagnole le altre non le ho viste. Vogliamo fare qualcosa in proposito?!?

Bloccata a casa, ho il mio IMPERDIBILE piano B!

Nei giorni seguenti, ci sarà un fuggi-fuggi generale tra le mie conoscenze: amici che partono per Iran (che odio! Che invidia!), amici che si ritrovano a Madrid con la famiglia residente negli USA per poi andare a Siviglia, amici che si uniranno ad altri amici norvegesi a Venezia, amici che partiranno per Barcellona, etc. etc..

Non chiedo più a nessuno dove trascorrerà le Feste natalizie per paura che la risposta mi deprima troppo!

Quindi, ho pensato che sia necessario attrezzarsi per fare qualcosa di interessante e vedere cose belle! Pianificare qualche giretto, qualche meta abbastanza vicina, qualche cosa di diverso. Che poi, mi sono detta, se sono tutti via, ci sarà meno caos dove voglio andare io, no?!?

Bene.

In testa alla classifica del mio “non c’ho soldi ma a casa non ci sto neppure sotto tortura”, tre mostre a Milano e dintorni fanno capolino per aiutarmi a mantenere il mio buon proposito di fine e inizio anno:

  • Gli Americani, Robert Frank, Fondazione Forma per la Fotografia, Milano (30/11 – 19/02) –> pazienza se mi sono trascinata fino allo spazio espositivo (e Fede insieme a me) in data 26 novembre per scoprire che la mostra sarebbe poi iniziata solo il mercoledì successivo. Faceva un freddo polare, in giro c’era un caos allucinante, ma io avevo deciso che dovevamo andare proprio quel giorno lì. Ho persino fermato con aria minacciosa un povero cameriere del bistrot attiguo alla galleria per chiedergli spiegazioni. Portava un vassoio di bicchieri e si è intimorito così tanto che ho pensato lo avrebbe usato come arma di difesa! Tornando alla mostra, per chi non la conoscesse, posso dire che il lavoro di Robert Frank, in particolare QUESTO, ha condizionato in modo impressionante il lavoro di generazioni di fotografi, ridefinendo il concetto di reportage e modificando la percezione e la sensibilità di chi osserva la quotidianità per cristallizzarla in un fotogramma. Spontaneo, diretto, crudo, “ordinario” nei soggetti e nelle loro “non pose”. Kerouac disse che l’artista catturò con formidabili foto “…quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukebox o quella di un funerale che passa”.  Uno scorcio dell’America più vera e più interna, meno patinata, meno famosa. Splendido! Una fortuna inaudita che sia arrivata in Italia e Spazio Forma Meravigli saprà di certo valorizzare questa monografica. Imperdibile!frank
  • Hokusai, Hiroshige, Utamaro, Palazzo Reale, Milano (22/09 – 29/01) –> non sono parolacce, giuro! Sono i nomi degli artisti giapponesi la cui mostra sta spopolando da quando è iniziata, nell’ormai lontano settembre. Code interminabili trascorse al freddo polare e con sanpietrini acuminati sotto ai piedi ghiacciati che mi faranno maledire il giorno che ho deciso che tre artisti del Paese del Sol Levante potessero interessarmi tanto da lasciare il divano e l’ultima puntata della serie TV che aspettavo di vedere da prima ancora che decidessero di girarla. Eh, cosa non si fa per l’arte, per la cultura personale, per non avere la faccia da allocca quando gli amici intellettuali ti sparano lì il nome di questi artisti che fino a l’altro giorno non avevi mai neppure sentito nominare. Eppure… eppure la mostra conquista tutti coloro che la vanno a vedere. E’ difficile trascurare il contesto storico e culturale che ha fatto da sfondo alla produzione dei tre artisti, ma, anche se si scegliesse di vederla senza una guida o senza l’audioguida (e dai, suvvia, spendiamo qualche soldino per capirci qualcosa in più! Vale la pena, soprattutto in questo caso), la bellezza delle opere, la raffinatezza dei soggetti, l’uso dei colori, la precisione della tecnica xilografica, non possono che conquistare ed impressionare. E, a proposito del termine “impressione” legata al mondo dell’arte, lo sapevate che i primi pittori impressionisti (Monet, Manet, Degas) furono influenzati proprio da alcune delle opere esposte a Palazzo Reale? Possiamo noi far finta di nulla e perderci cotanta bellezza a quattro passi da casa (o dalla metropolitana… se come me, non abitate in Piazza Duomo)?!? Sarebbe un vero peccato, no? Inoltre, visitare questa mostra è come fare un tuffo nel Giappone di due secoli fa per comprendere meglio quello dei giorni nostri. Ergo, anche in questo caso… imperdibile!hokusai
  • Fotografo, Henri Cartier-Bresson, Villa Reale, Monza (20/10 – 26/02) –> penso non ci sia nulla da spiegare su questa mostra e sull’artista. Volendo proprio riassumere, il caro Henri è comunemente considerato il padre del fotogiornalismo, colui che ha ridefinito il concetto di “cogliere l’attimo” nel momento dello scatto. Chiunque ami la street photography, la fotografia non in posa, i soggetti ritrovati in persone comuni nelle occupazioni quotidiane, non può non essere riconoscente a questo straordinario artista. La sua filosofia è riassumibile nel pensiero espresso da Cartier-Bresson stesso: “Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge. In quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale”. Grande, grandissimo, immenso! Da vedere se non lo si conosce a fondo e da rivedere se si possiedono già tutti i volumi delle sue opere! Assolutamente!!! (approfitto per segnalare, per chi non lo sapesse già, che è stata aperta una nuova ala della Reggia di Monza. Dopo il restauro conservativo iniziato nel 2012, la Villa sta, zona per zona, tornando al suo antico splendore. Vale la pena acquistare il biglietto cumulativo e visitare sia la mostra monografica sia gli appartamenti – necessariamente con guida – e il Belvedere, diventato sede permanente della sezione Design della Triennale di Milano). Indovinate… esatto, imperdibile!cartier-bresson

Per quanto riguarda gli appuntamenti “fuori sede” ma abbastanza vicini da non richiedere più di una giornata di tempo, vi ricordo:

  • La belle-Epoque, Henri Toulouse Lautrec, Palazzo Chiablese, Torino (22/10 – 05/03) –> questo in realtà è un pretesto! Ho voglia di andare a Torino, città che amo tantissimo, e ogni occasione è buona. Devo solo scegliere se vedere l’ennesima e, immagino, sempre stupenda mostra di Toulouse Lautrec oppure se visitare il Museo Egizio, cosa che sto rimandando dal termine dell’attività di rinnovo conclusasi nel 2015. Il problema per la seconda delle due opzioni, è che hanno da poco diffuso la notizia che nella struttura sono conservati dei resti della regina Nefertari (le gambe, se non erro…) e il Museo, già sempre più che pieno, mi è, ahimè, tornato in testa nella classifica delle cose imperdibili da fare. Orde di gente schiamazzante, frotte di bambini che lasciano ditate sulle teche delle esposizioni, vecchi in pensione da trent’anni che decidono che il periodo delle ferie è proprio quello ideale per rompere le palle e visitare ciò che potrebbero vedere in tutto il resto dell’anno, stuoli di turisti da intimidire eserciti di hurukai affamati … no, non credo di potercela fare! Penso quindi che opterò per il sempre caro, talentuoso, visionario e un po’ malconcio Henri. Non mi ha mai deluso, perché dovrebbe iniziare proprio ora? E poi, fuori dal Palazzo Chiablese c’è la rigorosa Torino che stupisce e piace sempre!   toulouse
  • Riflessi sull’acqua, Paul Signac, MASI LAC, Lugano (04/09 – 08/01) –> dopo aver più volte rimandato, è giunto il momento di fare una visitina alla mostra di questo straordinario spazio espositivo che sta ospitando le opere appartenenti ad una collezione privata dell’artista francese. Anche perché, sta per finire e c’è poco da ciurlare nel manico, qui! Non sarà facile rivedere nuovamente questa produzione e per gli amanti del genere, o dei generi data la varietà di correnti artistiche in cui ha spaziato l’attività di Signac, è un’occasione da non perdere. E poi Lugano è così graziosa. Certo, nulla a che vedere con le altre città della Svizzera centrale o francese, però un giretto al mercatino del centro storico vogliamo negarcelo?!? Aggiudicato anche questo!signac-1

E ora il tasto più dolente, l’occasione che perderò ma che consiglio a tutti coloro che possono invece cogliere al volo: la mostra dedicata a Edward Hopper, Complesso del Vittoriano, Roma (01/10 – 12/02). Per la prima volta in Italia, sono esposte le opere di questo straordinario pittore americano, paragonabile, per innovatività e capacità di cogliere le sfumature del quotidiano, al sopra citato Robert Frank. Mi spiace da matti non riuscire a visitare l’esposizione, pensare che ero lì ad un passo un mesetto fa non mi risolleva il morale, ma ci tenevo a vederla con Federico che ama l’autore e quindi mi sono fatta scappare l’occasione. Non imitatemi. Per chi abita in centro Italia e vuole vedere dei quadri straordinari, questo è un punto di riferimento da non lasciarsi scappare. E poi, quale motivo migliore per fare un giretto nella nostra splendida capitale? Accorrete, gente. Accorrete! Voi che potete…

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Riassumendo, anche per chi non può prendere un aereo e volare da qualche parte, di cose da fare ce ne sono (io ovviamente ho elencato quelle a me più comode, Hopper a parte, ma sono sicura che ce ne siano tantissime sparse per tutto lo Stivale). Alla fine della fiera, con tutti questi biglietti d’ingresso probabilmente spenderemo più di quanto avremmo fatto partendo per Praga o per Budapest, ma non importa! E ci stancheremo anche di più perché il programma è parecchio impegnativo, soprattutto quando penso di abbandonare la tuta con cui mi trascino per casa al calduccio e la compagnia dei miei gatti per affrontare il gelo e la folla da festività natalizie. Ma a noi piace così.

Illuderci di risparmiare, assiderarci, sgomitare… Anche in questo caso, tutte esperienze imperdibili!

E allora, carissimi, terminiamo in bellezza il 2016 e apriamo in splendore il 2017!

PS: nel caso qualcuno se lo fosse chiesto, l’immagine in evidenza ritrae il mio salotto di casa addobbato per le feste. E ci sono anche i gatti, lì da qualche parte. Più la fisso, più sento che dismettere la tuta sarà davvero complicato.

PS2: prima di fare qualsiasi altra cosa durante le feste, sarà il caso che risolva il problema del mio gravatar che ho tentato di cambiare e non sono più riuscita a rimettere. Sono impedita e credo mi ci vorranno due settimane piene per risolvere la questione. Ce la farò!

 

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